Il mio nome è Pennac, Daniel Pennac. Ovvero dalla Corsica con passione
Quanto è importante leggere? Come si deve leggere? E cosa? La via che indica questo grande autore francese è molto interessante
"Se dovessimo tener conto delle letture importanti che dobbiamo alla Scuola, ai Critici, a tutte le forme di pubblicità e, viceversa, di quelle che dobbiamo all’amico, all’amante, al compagno di scuola, vuoi anche alla famiglia – quando non mette i libri nello scaffale dell’educazione – il risultato sarebbe chiaro: quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo."
"Daniel Pennac – Come un romanzo"
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Cari lettori, è ancora lecito commuoversi, sentire nella pancia – nel punto più profondo e nascosto del nostro corpo di adulti – un singhiozzo che non riusciamo a reprimere? A noi è capitato rileggendo "Come un romanzo" di Daniel Pennac. Rilettura che ci è stata ispirata da un altro breve racconto dello stesso autore: "L’idea del secolo" in cui si narra di come, nel limbo che corre tra la fine delle elementari e l’inizio delle medie, si possa anche rischiare di perdersi.
Entrambi i volumi sono reperibilissimi, entrambi sono godibilissimi e stanno all’Autunno come il cacio sui maccheroni.
L’Autunno è una stagione di riflessione sulla vita, saranno i colori, gli odori, sarà la luce che comincia ad arrivare tardi, se ne va presto, e sembra sempre indecisa sul da farsi. Queste due letture ci aiuteranno a ripensare il nostro rapporto con i libri, con la famiglia, con la scuola che è appena ricominciata.
"Come un romanzo" è come un’operazione a cuore aperto, se sopravviveremo alla lettura avremo acquistato nuove forze per riprendere il nostro cammino di lettori, non più forzati della parola colta ma gaudenti e goderecci divoratori di storie. Sarà il piacere di leggere a farla da padrone, non più il dover piacere leggendo.
Come Pennac sia riuscito in questa magia, detto fra noi, è davvero poco importante. Conta molto di più, perché è poi alla fine l’unica cosa seria, il fatto che ci fa venire la voglia, ci mette appetito di leggere ancora, con poche pagine e senza peso, esattamente all’opposto di quello che l’orrore dei libri scolastici impone ai nostri cuccioli. Si divaga, è vero, ma vale la pena di farci un piccolo pensierino: alla scuola media, che adesso si chiama secondaria inferiore…, uno zaino pesa mediamente dagli 8 ai 12 chilogrammi, dei quali gran parte di libri. Pensate che gli Sherpa in cui i nostri figli sono stati trasformati avranno da questo fardello stimolo alla lettura o, ancora peggio, alla conoscenza? Domanda retorica. Pennac, con pochi ettogrammi di carta, scatena l’istinto del lettore curioso ed onnivoro; chi avrà ragione, quale la carta che finirà al macero e quale quella che, con i margini consumati dallo sfogliare, sarà gelosamente custodita in libreria?
Per chi avesse voglia di approfondire, poi, Pennac è anche autore della fantastica saga familiare dei Malaussène, familiare e tribale, fantastica e reale, attuale e senza tempo, assolutamente geniale. Qualcuno sostiene che la storia dei Malaussène ha ingabbiato il suo autore, che l’ha costretto a rinchiudersi dentro un modello ripetitivo, che la "Famiglia" gli ha tarpato la creatività.
Sarà, ma non ci credo.
È divertente ed intrigante il corso Pennac e se volete, dopo aver inghiottito in due bocconi il nostro "come un romanzo" potrete aggredire anche "il paradiso degli Orchi" e tutti i volumi a seguire. Potrete trovare in quelle pagine quello che la sociologia non sa ancora spiegare, ed in maniera molto più divertente che su di un trattato o un manuale scolastico. La società multietnica e multiculturale di cui ci egli narra è più che un divertimento letterario, è un modo di sentire il rapporto tra gli umani del quale c’è grande bisogno e dal quale c’è molto da imparare.
Ecco qua, come sempre quando la passione erompe ci si lascia andare alla prolissità, allora chiudiamo qui, con una piccola domandina:"Van Loon, chi era costui?".
Buona lettura
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