In Italia la concorrenza alza i prezzi
I servizi di informazioni elenco abbonati, liberalizzati ad ottobre, nel mirino delle associazioni consumatori
Che l’Italia sia il paese europeo con le tariffe elettriche, telefoniche e di connessione ADSL più costose è oramai cosa nota. Non ci stupisce neanche più il fatto che noi italiani siamo il secondo popolo al Mondo per tasso "di penetrazione dei cellulari": niente paura, detto così incute timore, ma, stando ai numeri, un "solo" telefonino in tasca, a noi italiani, non basta. Non servono certo le tabelle per dimostrarci che la telefonia mobile per noi non ha segreti: conosciamo tariffe, promozioni, maxi ricariche e sconti. Siamo così esperti che a molti, vedendo gli spot di una nuova azienda che fornisce informazioni sugli abbonati al telefono, è venuto da dire «Era ora che arrivasse la concorrenza anche in questo settore»
Siamo anche ferrati sulle leggi che regolano il mercato: se aumenta l’offerta diminuisce il prezzo, ovvio.
Ovvio si, ma non in Italia. Nel Bel Paese di "santi, poeti e navigatori" sono sempre più numerosi i "cartelli". Non parliamo di pubblicità o segnaletica stradale ma di "trust". Il termine inglese non ci aiuta a capire questo perverso meccanismo per cui chi entra in un nuovo mercato con un servizio già presente invece di studiare la concorrenza per offrire un prezzo più appetibile per i consumatori si ritrova (con gli "avversari") a farci un patto, un "cartello" appunto. Diversi operatori che invece di farsi concorrenza si alleano per tenere i prezzi elevati. Questo è quanto è avvenuto in Italia dopo l’entrata in vigore della legge che "liberalizza" questo mercato.
Perchè stupirci: per la benzina non è forse successo lo stesso? Grandi "sparate" sull’utilità di smettere i prezzi imposti per lasciare al "mercato" modo di autoregolarsi in nome della concorrenza. Nulla di più falso: di nuovo "cartelli" tra petrolieri e di nuovo consumatori oblligati a "strapagare" la benziana (e ancor di più il gasolio).
Si il petrolio costa sempre di più, d’accordo, ma qualcuno di voi ricorda una diminuzione dei prezzi dei carburanti negli ultiumi (sono buono) 5 anni?
Ma torniamo al telefono.
Al servizio "12" si sono affiancati altri operatori: 892424, 892892, 1240, 1256, il 1254 e l’892412 della stessa Telecom. A questo affollamento non è, come detto, corrisposta nessuna diminuzione di prezzo, anzi. Tutte le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra e minacciano denunce (qualcuno le ha già inoltrate all’autorità garante) contro queste azioni poco trasparenti.
Dalle decine di tabelle comparative sui prezzi si evince solo una questione: i prezzi sono aumentati e parecchio. Complice anche la selva di compagnie "mobili" e "fisse": il prezzo dipende infatti anche dal proprio operatore.
Diventa difficile comparare le tariffe per i diversi servizi "informazione elenchi" che variano (per chiamate di 3 minuti) dai 5,70 ai 3,12 euro mentre se la telefonata dura 5 minuti si arriva a pagare fino a 9,3 euro.
Consumatori spennati? In attesa dei risvolti nelle denunce delle "associazioni di difesa" pochi i consigli da dare: se 18mila lire (usiamo il "vecchio conio" per maggiore chiarezza) vi sembrano troppe per avere un numero di telefono, vi consigliamo internet e le sue risorse ancora (per quanto?) gratuite.
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