«La Cina fa paura? Non a noi!»
Sono rientrati i dieci studenti dell'Itpa ospiti per una settimana di una scuola di Pechino. Un'esperienza indimenticabile
Erano partiti con mille dubbi. La loro era una gran bella responsabilità: primi studenti liceali italiani a visitare la “ high school affiliated to Renmin University of China” di Pechino. Cosa li attendeva? A parte qualche aneddoto e molta leggenda, i dieci ragazzi dell’Itpa accompagnati dalle insegnanti Nicoletta Pizzato e Rosella Spriano partivano con qualche certezza e tanta avventura. A surriscaldare il clima anche una sosta di ben sei ore all’aeroporto di Mosca tetro e inospitale ( volavano con Aeroflot). Cosa sarebbe successo a Pechino?
Poi l’arrivo, liberatorio, nella capitale cinese: «Ci hanno accolto in un modo così entusiastico che ogni preoccupazione è svanita all’improvviso» Anna ricorda ancora con emozione il momento dell’incontro con il popolo cinese: gente curiosa che non avrebbe continuato a "toccarli" e "ammirarli" per tutto il viaggio.
Filippo, Nicol, Samuela, Federica, Stefano, Gloria, Venusia e, appunto, Anna sono gli "eroi" del viaggio memorabile che apre una nuova via di scambi per l’Itpa Casula di Varese.
Una scuola esclusiva per studenti molto meritevoli destinati a ricoprire ruoli di prestigio nella futuro della nazione cinese: «Non conoscono sabati o domeniche – commenta un po’ sbalordito Stefano – le lezioni iniziano alle 7 e si concludono alle 17. Ma i ragazzi spesso rimangono a studiare fino alle 22. Sono studenti molto precisi e disciplinati, vanno avanti a testa bassa senza domandarsi il perchè». «La loro vita ruota attorno allo studio almeno fino ai 19 anni – rivela Federica – per chi sgarra sono previste anche pene corporali».
Divisi a gruppetti, i dieci studenti italiani hanno partecipato alle lezioni: matematica, grammatica, fisica, chimica, ore e ore ad ascoltare il cinese e a guardare "slide" con idiogrammi: «Alla fine, però, si riusciva a seguire il filo della lezione – commenta un po’ sorpresa di sé stessa Gloria».
«I ragazzi rimanevano ammirati dalla nostra libertà di viaggiare, di visitare altri paesi – racconta Alice – in Cina solo i più meritevoli possono studiare altre lingue e a patto di aumentare il proprio impegno».
Solo una notte gli studenti dell’Itpa hanno lasciato la residenza universitaria per "provare" la vera vita familiare cinese, un’esperienza che hanno vissuto in modi completamente diversi: chi ha conosciuto un appartamento di lusso inserito in un residence con laghetto privato e chi è entrato in una casetta piccola e modestissima, chi ha ammirato Pechino "by night" grazie all’auto presa a nolo dalla famiglia e chi è andata a dormire alle 20.30 perchè la giornata era ormai conclusa. Chi è stato coinvolto nella preparazione della cena e chi ha dovuto adattarsi ai rumorosi usi locali nella degustazione. Realtà diverse, tante facce di una stessa Cina che si maschera dietro ad un progresso sfrenato che sta stravolgendo la stessa Pechino: «Si vedono grattacieli fantasmagorici di fianco a tuguri nascoscosti dietro a cartelloni pubblicitari – ricorda Samuela – la capitale è un cantiere aperto in vista dei Giochi olimpici: stanno cambiando la fisionomia della città».
In tutti rimane vivido un ricordo: le estenuanti fasi della contrattazione al momento dell’acquisto: «C’è di tutto e di più, ma comprare è una fatica indescrivibile – ricorda Venusia – Si parte da 500 euro per arrivare a tre: in mezzo, però, ci sono lunghe trattative». «Per loro è anche un motivo di orgoglio – svela Roberta – se rifiuti sono capaci persino di correrti dietro».
Unanime, alla fine, il giudizio sull’esperienza: «Memorabile». «Da vedere. Sicuramente non per viverci».«Un’esperienza unica che rifarei immediatamente». E per i ragazzi dell’Itpa si replicherà sicuramente: altri studenti nei prossimi anni ritorneranno per capire meglio il mondo globalizzato.
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