Omaggio ad Arturo Carmassi

La Fondazione Bandera presenta una mostra personale dedicata all’artista toscano

La Fondazione Bandera per l’Arte di Busto Arsizio apre la stagione espositiva 2005-2006 con la più significativa personale dedicata ad Arturo Carmassi in occasione delle iniziative promosse in tutta Italia per l’ottantesimo compleanno dell’artista.

Sabato 22 ottobre sarà aperta al pubblico una diversa selezione delle opere presentate a Terni, nell’estate del 2005, incluse numerose opere di grande formato: tutte ad ogni modo documentate nella monografia, un vero e proprio libro da collezione, edito per la duplice occasione espositiva.

Le opere di Carmassi sono state definite “potenti cronofanie”, sapienti immagini del nostro tempo. Perfette “macchine estetiche” pronte a funzionare per accendere interrogativi sul significato del vivere, del nostro inquieto passaggio.

La pulsione di Carmassi a utilizzare la materia per penetrare oltre le cose è un viaggio lento, che procede attraverso la paziente tessitura di un dialogo serrato tra segno e superficie. È dalla tela, tradizionale alfa del fare pittorico, legame esibito con un’eredità classica di cui Carmassi va toscanamente fiero, che inizia invariabilmente la costruzione delle opere. Ma Carmassi utilizza la tela al di là della sua consueta cifra spaziale. La tela non identifica il perimetro di un diverso vedere: è il luogo di emersione di vari reperti formali che sembrano spinti in superficie da quella stessa forza tellurica che ha gonfiato il piano della loro apparizione. Sulle tele infatti prende corpo una proliferazione materica eterogenea, una spessa stratificazione di cartone legno sabbia stoffa corda che deforma il piano della tela in un terreno gravido, che rivela la tensione di nervature sottese oppure esibisce l’affastellamento dei materiali più vari. Tragica esfoliazione del tempo che è stato.

Arturo Carmassi, pittore e scultore, è nato a Lucca nel 1925. Ha studiato all’Accademia Albertina, a Torino. I suoi esordi, tra espressionismo e postcubismo, mostrano l’influenza dell’École de Paris. Alla metà degli anni cinquanta il lavoro di Carmassi evolve in senso informale, con elementi di eco surreale e figurativi che torneranno a prevalere nella sua pittura verso il 1970. Dal 1973 opera in ambito astratto materico.

Partecipa per la prima volta nel 1952 alla Biennale di Venezia, mentre nell’edizione del 1962 è invitato con una sala personale interamente dedicata alla sua scultura. Mostre gli dedicano negli anni le più importanti sedi espositive: dalla Triennale di Milano al Carnagie Institute di Pittsburg, dal Brooklyn Museum di New York al Museo d’Arte moderna di Darmstadt. Tra le più importanti antologiche degli ultimi anni ricordiamo quelle di Strasburgo, Firenze, Venezia, Parigi. Tra i suoi esegeti Beniamino Joppolo, Franco Russoli, Raffaele Carrieri, Leonardo Sciascia, Patrick Waldberg, Pierre Restany. Dal 2000 a Fucecchio, dove l’artista risiede da anni, è attiva la Fondazione Carmassi Druart, con un programma culturale di rilevanza internazionale.

 

ARTURO CARMASSI

Opere 1980 – 2005

22 ottobre 2005 – 12 febbraio 2006

Fondazione Bandera, via Andrea Costa, 29 – Busto Arsizio (Varese)

inaugurazione sabato 22 ottobre h 18.30

catalogo Luciano Vanni Editore

orari 10 – 19 dal venerdì alla domenica. Chiuso 25 dicembre, 1 e 6 gennaio

ingresso 4 €, ridotti 2 €

 

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Pubblicato il 20 Ottobre 2005
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