Un armadio democratico e di sinistra

Post it – Dove registriamo conversioni sulla via di Bologna, esorcizziamo la sindrome da Ikea e accogliamo buone notizie in arrivo da Gallarate
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Cos’è di destra e cos’è di sinistra? E’ bastata l’offensiva di Sergio Cofferati sulla legalità per scompaginare il campo. Qui a bottega abbiamo ricevuto in settimana e mail di persone (provenienti dal capo opposto del campo politico) fulminate sulla via di Bologna e disposte a rivedere pubblicamente il loro giudizio negativo sulla tempra del Cinese.

SINDROME DI STOCCOLMA – La classifica dei pezzi più letti su Varesenews la scorsa settimana ha incoronato la notizia sui timori suscitati a Cassano Magnago dal possibile sbarco di un negozio Ikea. Oddio, dopo gli islamici e cinesi dobbiamo aver paura anche degli svedesi? E noi che eravamo convinti che Ikea, assieme ad altri fenomeni tipo Ryanair o H&M fossero una delle cose più democratiche e di sinistra al mondo, visto che consentono a tutti di arredare casa, viaggiare e vestirsi dignitosamente con due soldi! Per esorcizzare il panico da Ikea eccovi un episodio occorso anni or sono al qui presente: avevo bisogno di un armadio, mi rivolsi a un negozio di mobili bio-eco-ergo compatibili pubblicizzato da Radio Popolare. Quando dissi al tizio come avevo bisogno l’armadio quello mi stoppò dicendomi in sostanza che lui faceva solo un tipo di armadio, il cui costo era di poco inferiore a una Bmw serie 5 e che sarebbe stato consegnato in due mesi. Un’ora dopo filavo verso l’Ikea, una settimana dopo l’armadio – proprio come lo cercavo – era già bell’e montato in casa mia. Perchè il nuovo – ammesso che l’Ikea lo sia – deve sempre terrorizzarci? Ah, dimenticavo il negozio bio-eco eccetera nel frattempo ha chiuso.

LA LONTANANZA, SAI, E’ COME IL VENTO… – E’ di sicuro encomiabile il gesto di una serie di associazioni e comitati varesini che hanno manifestato la loro solidarietà alla Calabria ferita dall’omicidio mafioso di Francesco Fortugno. Perdonate la tigna, però: quando alcuni (pochi) giornali – tra cui questo sito – denunciarono le infiltrazioni mafiose negli appalti per l’ospedale di Circolo, quelle stesse associazioni non mossero una paglia. Come se la lotta antimafia pagasse solo se fatta lontano da casa. Non sappiamo se il curioso atteggiamento abbia qualcosa a che spartire anche con una lettere pubblicata in settimana da Prealpina dove un abitante di Biumo se la prendeva con il corteo antirazzista di una settimana fa. “Siccome mi hanno recato chiasso e disturbo – ecco il sostanza il concetto espresso – hanno provocato l’effetto opposto a quello a cui miravano”. Si combatta il razzismo, insomma, ma lontano da casa mia. Forse abbiamo capito male.

BUONE NOTIZIE – Ad ascoltare gli insulti razzisti di Borghezio contro gli islamici di Gallarate si sono radunati un centinaio scarsi di militanti, per lo più presentatisi in piazza “per dovere d’ufficio”. Uditorio ben più affollato aveva avuto il cardinale Tettamanzi che non perde occasione di ricordare la necessità di dialogo con le altre religioni. E’ un segnale di speranza: pur con tutti le ombre che gravano sui luoghi di culto islamici la cittadinanza di Gallarate sembra aver mandato un segnale: c’è spazio per il dialogo, si cerchi di risolvere una volta per tutte il problema, perchè di appiccare incendi sociali (e di ordine pubblico) non è che si senta un gran bisogno. Dedichiamo in particolare il post-it al sindaco di Gallarate Nicola Mucci – una sorta di Cofferati di Forza Italia – che usa sì il pugno di ferro contro la moschea, ma sempre con l’aria di chi ha una pistola puntata alla tempia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Ottobre 2005
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