Bestie di satana, nessuna traccia di stupefacenti su Bontade
Udienza-lampo in corte d'Assise: ascoltato Alessandro Stranieri, vittima delle violenze della setta. La patologa: nessuna traccia di droghe nei resti di Andrea Bontade
La corte d’Assise di Busto Arsizio, presieduta come sempre dal giudice Anna Azzena, ha ascoltato dapprima Alessandro Stranieri, componente del gruppo metal dei Mystical Fusion. Stranieri ha confermato che in un’occasione i membri della setta, dopo averlo aggredito, gli incisero su un braccio una croce rovesciata con un ferro rovente, come già aveva raccontato Carlo Belli in una precedente testimonianza. Il testimone ha quindi raccontato come, in un’occasione, fosse stato inseguito in metropolitana da "Ozzy", che avrebbe continuato a correre dietro al vagone che si allontanava, terrorizzandolo.
È stata quindi ascoltata la patologa Marina Caligara, che ha esaminato gli organi interni di Andrea Bontade, suicidatosi la notte del 21 settembre 1998 schiantandosi con la propria automobile. Da quanto emersod all’esame non risulta che Andrea avesse assunto alcuna droga: il giovane sarebbe dunque andato alla morte in piena coscienza, tanto più che esami svolti in precedenza avevano escluso che Andrea fosse ubriaco o avesse anche solo moderatamente bevuto. L’avvocato Francesca Cramis, legale di Nicola Sapone, accusato da NAdrea Volpe di essere stato fra coloro che spinsero al suicidio Bontade ("o lo fai tu o lo facciamo noi" gli avrebbe detto quella sera), ha ottenuto dalla patologa l’ammissione che alcuni altri tipi di droghe potrebbero non aver lasciato tracce rilevabili nelle parti di organi (cuore, cervello, polmoni, fegato) conservate ed analizzate per l’esame tossicologico. "Si tratta di sostanze ad azione potente in quantità infinitesima, come l’LSD o la psilocibina, e gli allucinogeni in genere". Teoricamente Bontade potrebbe averli assunti, o meglio potrebbero essergli stati dati a sua insaputa – come Andrea Volpe ha confessato di aver fatto in precedenti occasioni, e con gravi effetti. La quantità di reperti biologici a disposizione della patologa si è rivelata tuttavia insufficiente per giungere ad una conclusione su quest’ultimo aspetto.
Infine, una curiosità: all’udienza odierna erano presenti fra il pubblico i ragazzi della classe 5a A del Liceo pedagogico statale "Marie Curie" di Tradate, che nel loro curriculum formativo hanno lezioni di diritto. Un’occasione per imparare "dal vivo" il funzionamento della macchina della giustizia.
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