Bulli non si nasce

Una ricerca sul bullismo promossa dalla Comunità Montana della Valcuvia: la presentazione è per giovedì 17 novembre presso la Sala Assembleare

La paura di crescere e di far crescere: secondo uno studio promosso dalla Comunità Montana della Valcuvia, è questa una delle cause degli episodi di bullismo che spesso si manifestano nelle scuole. I risultati di quattro anni di ricerca, analisi e sperimentazioni sono state raccolti in un volume dal titolo Bulli non si nasce, che verrà presentato il prossimo 17 novembre a Cuveglio, presso la Sala Assembleare della Comunità Montana della Valcuvia  alle ore 17.

Il percorso ha inizio nel 2001 quando, chiamati a rapporto insegnanti, assistenti sociali e genitori del distretto sociosanitario di Cittiglio, fu segnalato il problema diffuso di episodi di prevaricazione. Alla tavola rotonda seguì una prima ricerca effettuata su un campione di 120 adulti e di 320 bambini della scuola primaria (elementare) e secondaria di primo grado (medie). Dall’analisi svolta dalla Comunità Montana della Valcuvia è emerso che gli episodi di bullismo sono prevalentemente verbali, non fisici e hanno luogo spesso a scuola e persino in classe. Non esiste un identikit definito della vittima: è il gruppo che sceglie ed emargina il singolo.

In un secondo momento si è cercato di mettere a fuoco il problema tentando un approccio indiretto, trattando le problematiche adolescenziali partendo dall’esperienza del sogno per i ragazzi delle medie. Con i più piccoli invece si è partiti dalla visione del film Kirikou e la strega Karabà (http://www.lombardiaspettacolo.com/cinema/schera_c/kiriku.htm) come spunto di riflessione.

Dagli interventi è emersa la difficoltà diffusa negli alunni ad adeguarsi alle aspettative degli adulti. L’assistente sociale che ha seguito il progetto, Daniela Germi, ha spiegato “la prevaricazione si manifesta come il frutto di un senso di inadeguatezza di fronte a richieste di crescita troppo anticipate rispetto agli strumenti reali a disposizione dei ragazzini”.

Con la supervisione dell’associazione Minotauro di Milano (http://www.minotauro.it/home/index.html), l’èquipe della Comunità Montana della Valcuvia ha quindi deciso di procedere nell’attuazione di un progetto per la prevenzione del bullismo, affrontando le paure di crescere.

Tante analisi e teorie si sono concretizzate nei laboratori, a cui hanno partecipato l’Istituto comprensivo di Caravate e Gavirate lo scorso anno scolastico e che sperimenteranno quest’anno le scuole primarie e secondarie di primo grado di Gemonio e Cocquio. Durante gli incontri ludico creativi si sperimentano paure per imparare ad affrontarle: dar loro un nome e una forma, trovare un antidoto ed infine giocarci insieme. Il laboratorio ha avuto la supervisione della psicologa Marisa Brunella e quella artistica di Betty Colombo dell’Arteatro. Tutte le esperienze e le ricerche sono confluite nel libro Bulli non si nasce pubblicato dalla Comunità Montana della Valcuvia per far conoscere al territorio i propri interventi e per sensibilizzare genitori e insegnanti.

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Pubblicato il 03 Novembre 2005
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