Monte Grappa high society
Dove si celebrano Pasolini (il più grande di tutti), Ion Cazacu (il più piccolo di tutti) e si va su e giù per le piazze di Varese
Il titolare qui presente considera Pierpaolo Pasolini, di cui ricorre il trentennale della morte, il più grande intellettuale italiano del dopoguerra. Con tutte le sue contraddizioni e lati oscuri. Repubblica, in un corsivo di qualche giorno fa ricorda che Pasolini fu anche circondato da un odio feroce “al quale lui fisicamente rispondeva, da antagonista quale era, spendendo anche il proprio corpo per strada, di notte, nella smisurata rincorsa alla sognata innocenza del popolo”. Spiegatemi: perchè se un ragioniere di Brugherio vola a Bangkok e si intrattiene sessualmente con dei ragazzini è un sordido pedofilo, se Lapo Elkann amoreggia con un travestito è il simbolo della decadenza occidentale mentre se Pasolini rimorchia qualche “ragazzo di vita” delle borgate romane è “un antagonista alla smisurata rincorsa dell’innocenza del popolo”. Pasolini non è stato un santo, è stato un martire. E’ stato un uomo anche con aspetti privati poco confessabili. Cosa che non scalfisce nemmeno di un grammo la sua statura intellettuale e poetica.
QUI COMANDO IO – Erano teppistelli da stadio, infatuati da slogan razzisti e xenofobi, da una rabbia senza dio. Sono diventati adulti e adesso sono uno dei fenomeni più inquietanti di Varese. La rissa di piazza Monte Grappa di una settimana fa, che ha allarmato più di un lettore di Varesenews non sembra aver destato il sonno della classe dirigente locale che in alcuni casi ha addirittura pericolosamente flirtato con questi violenti. Chi dieci anni fa menava le mani fuori e dentro il Franco Ossola oggi è cresciuto: controlla locali pubblici, ha aziende commerciali, fa il buttafuori nelle discoteche; fa profitti e soprattuto proseliti, tanto da far pensare che certi disordini di piazza, benchè a macchia di leopardo, non siano poi tanto casuali.. Il gruppo è diventato grande e ha accresciuto il suo potere. “E’ una piccola mafia nata qui, senza legami con quelle tradizionali” confidava qualche giorno fa un appartenente alle forze dell’ordine che conosce da vicino il fenomeno. Questo gruppo cercava un accreditamento politico e l’ha ottenuto l’indomani dell’omicidio di Besano. Sciaguratamente, ha trovato anche chi nell’occasione gli ha dato ascolto.
SENZA TETTO NE’ LEGGE – La decisione del comune di Gallarate di negare l’onorificenza a Ion Cazacu, il rumeno bruciato vivo perchè ribellatosi al datore di lavoro, è ineccepibile. Diciamo sul serio: il regolamento davvero non consentiva di inserire il nome di Cazacu tra coloro che hanno dato lustro alla città. C’è un precedente illuminante, al proposito: tutte le vittime dell’attentato di via Palestro a Milano nel ’94 furono insignite di onorificenza alla memoria. Tutte tranne Driss Moussafir, un marocchino clandestino investito dall’esplosione mentre se ne stava seduto su una panchina nei paraggi. Il problema è proprio questo: quelli come Ion e come Driss erano e restano dei personaggi tagliati fuori dalla storia e dalla legge, degli apolidi del diritto che popolano le nostre strade e che rischiano di non avere alcun riconoscimento se non gli insulti di qualche esagitato leghista che, anche in occasione della polemica gallaratese, non ha mancato di intingere da bravo centurione la spugna nell’aceto.
FORSE AVEVA LA ERRE MOSCIA – Come può essere una piazza? Larga, stretta, bella, brutta….Non la nuova piazza Monte Grappa che, secondo un comunicato dell’Arci, è niente meno che “alto borghese”. Oh bella, e che cavolo vuol dire? Che può essere frequentata solo da signori in cilindro e dame con l’ombrellino? Che possono farci i bisogni solo cani col pedigree? Non aiuta a capire il resto del comunicato, secondo il quale il rifacimento della piazza ha avuto la colpa di trascurare le periferie. Forse i compagni dell’Arci pensano che Sant’Ambrogio o Bobbiate siano l’equivalente di Secondigliano e della banlieu parigina e non, al contrario, angoli molto meno degradati del centro; ma la loro uscita rischia di aggiungere un nuovo capitolo alla già ricca Enciclopedia dell’Acqua Calda di cui la sinistra varesina si è spesso dimostrata tributaria. Se piazza Monte Grappa fosse rimasta quella spianata di asfalto slabbrato e piante secche che era fino a un anno fa, cosa avrebbero detto? Che stava trionfando la giustizia proletaria? Poi non lamentiamoci se escono libri sul perchè la sinistra è antipatica.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.