Salmoni… in scatola
Il pubblico appello della Fjord di Busto Arsizio mette in luce un problema comune a molte aziende: la ristrettezza degli spazi a disposizione
Fjord SpA, controllata dal gruppo Fjord (con sede a Bergen, Norvegia) affumica salmone da 1969, è la prima azienda in Italia ad aver iniziato questa attività e fra le prime cinque in Europa. Con un fatturato in crescita, che nel 2004 è giunto a circa 24,5 milioni di euro, la ditta di via per Cassano è tredicesima in Italia nel campo delle conserve ittiche. Le sue propsettive di crescita sono molto positive e, con il picco stagionale del Natale, passerà dai normali 160 ad oltre 250 dipendenti. Il problema è la superficie a disposizione. Il terreno di proprietà di Fjord è di 46.209,76 mq, ma la superficie lorda produttiva è di appena 6.248,00 mq, "assolutamente insufficiente per le attuali esigenze dell’azienda" lamenta Pellin. La massima superficie lorda produttiva realizzabile ulteriormente è di 13.863 mq., "ma questa superficie rimastaci a disposizione non può essere sviluppata se non in altezza (ovvero sopra quella esistente) o in sottosuolo, a causa dei coefficienti di edificazione che ci sono stati ridotti anni orsono dai precedenti piani regolatori generali". Infatti negli anni Settanta vaste aree della proprietà Fjord, da industriali che erano, divennero a verde agricolo. "Per questa ragione, nel 1998 siamo stati costretti a costruire un magazzino interrato con tanto di rampa di discesa per bilici da 1.457 mq., costatoci ovviamente ben quattro volte in più rispetto al suo sviluppo in superficie" racconta Pellin. "Quest’anno poi Fjord ha dovuto addirittura provvedere all’allestimento di container abitativi per poter far fronte alla necessità di spogliatoi che la struttura aziendale, oramai da tempo, non è più in grado di garantire". Senza contare che, in uno stabilimento alimentare, le normative di sicurezza e igiene sono giustamente stringenti ed impongono costi non indifferenti.
Ciò che Fjord lamenta è l’assenza di risposte concrete da parte del Comune per i suoi problemi di crescita. "Nel 2003 ci fu un incontro ufficiale con l’attuale sindaco di Busto, Ing. Luigi Rosa, a cui abbiamo spiegato la nostra situazione, mostrato i piani di sviluppo, la crescita del fatturato e un futuro, per il sito di Busto, forse incerto nel caso fossero state disattese ancora una volta le nostre richieste" prosegue Pellin. "Rosa ci riferì che la nostra situazione appariva paradossale e che comprendeva le nostre necessità, consigliandoci di richiedere una variazione dei coefficienti urbanistici. La nostra richiesta è stata di poter ampliare la superficie produttiva di 5.833,77 mq., ma a livello del suolo, non in altezza o sottoterra". Ad oltre due anni dalla richiesta, Fjord non ha ancora avuto risposta dal Comune, e ora lancia il suo appello all’amministrazione perchè non costringa l’azienda in spazi insufficienti.
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