“Se le formiche si uniscono, possono muovere un elefante”
Quarto e ultimo incontro organizzato dal progetto "Giovani Alianti". Ospite Padre Carmine Curci, direttore di Nigrizia
Centoventitrè anni di storia e la voglia di indagare e sperare ancora in un futuro migliore per l’Africa e per l’informazione in generale. Al quarto ed ultimo incontro organizzato dal progetto "Giovani Alianti" l’ospite d’onore era Padre Carmine Curci (foto), comboniano, direttore di Nigrizia, storica rivista di informazione dal Sud del Mondo: 70 corrispondenti, 3 redattori, un sito we in continuo sviluppo ed il network di missionari sparsi per tutto il mondo. “Nord e Sud: quale informazione?” era il titolo dell’incontro, al quale hanno partecipato un buon numero di insegnanti e qualche studente interessato a conoscere le dinamiche della controinformazione e dell’informazione alternativa.
Curci ha spiegato il ruolo di Nigrizia: «Non vogliamo essere la voce dei senza voce, né la voce dell’Africa, ma dare un’idea di persone e gruppi che lottano, vivono, per dei valori, un’Africa che è in un cammino di cambiamento lungo ma deciso». Le chiavi dell’informazione giornalistica secondo Curci sono poche: credibilità «che sta scomparendo anche per colpa delle dinamiche manageriali dell’editoria, ma che è alla base di una società democratica», pluralismo e coscienza da parte di chi legge «che deve analizzare, scoprire cosa c’è dietro le testate, conoscere più di una versione e ascoltare più di una voce». È la “gestione delle percezioni” la cosa che secondo Curci fa la differenza, quello che ha portato tanta parte della popolazione mondiale a seguire il governo Usa nella guerra in Iraq. Un altro aspetto da sottolineare per il direttore di Nigrizia, è quello della formazione dei giornalisti, che devono essere più specializzati e maggiormente informati: «Le scuole sul modello inglese servono eccome – spiega Curci -. In Italia tanti scrivono di un argomento e poi saltano ad un altro, senza approfondire. La superficialità è un rischio che non si può correre.
Per i giovani, Curci suggerisce di scandagliare il mondo di internet, ricco di notizie alternative e possibilità di informazione diversa dai canali tradizionali: «Un proverbio africano dice: le formiche quando si uniscono possono muovere un elefante. A me piace credere che se le formiche di tutto il mondo si mettono insieme, qualche elefante comincerà a pensarci e a preoccuparsi, agendo di conseguenza».
Infine, tre speranze concrete per l’Africa: «La società civile, fatta di gruppi di base, sindacati, professionisti: in Ghana, Sudafrica, Kenya, Mozambico si sta muovendo qualcosa di nuovo. Il Social Forum del prossimo gennaio a Nairobi darà delle grandi risposte e sarà un bel momento di verifica. Le donne, motore fondamentale per lo sviluppo delle coscienze e per la loro capacità di mediazione e dialogo. Quando al potere c’è una donna, c’è inevitabilmente meno corruzione. Un altro proverbio dice: “Se si educa un uomo, si educa un individuo. Se si educa una donna, si educa un popolo”. L’informazione – conclude Curci -: ci sono giornalisti qualificati in Africa, che hanno sofferto e rischiato la vita. Per questo hanno sviluppato una maggiore propensione alla libertà e una grande voglia di essere liberi».
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