Stop agli OGM in Svizzera
Approvata oltre confine la moratoria per impedire l’uso di organismi modificati in agricoltura e allevamento, almeno per i prossimi cinque anni
Bocciati. Gli organismi geneticamente modificati non saranno prodotti in Svizzera almeno per i prossimi cinque anni. Il referendum nazionale sull’argomento si è concluso con un 55,7 % dei votanti contrario alla produzione di Ogm. In totale sono andati alle urne cinque milioni di elettori, un numero importante per la media elvetica.
L’iniziativa è partita da ecologisti, agricoltori, consumatori e gruppi politici di sinistra, che hanno percepito l’ostilità dei cittadini verso cibi geneticamente modificati. Per diventare realtà la proposta doveva avere il voto della maggioranza in più della metà dei ventisei cantoni elvetici. Una maggioranza raggiunta, come già si prevedeva a pochi giorni dal voto.
Secondo la moratoria approvata gli agricoltori non potranno usare le tecniche di modificazione genetica sia per le piante, sia per gli animali. A parere dell’Unione Svizzera dei Contadini, uno degli organismi che ha appoggiato il referendum, ora sarà possibile sfruttare questi cinque anni per posizionare l’agricoltura elvetica come OGM free. Questo, ovviamente, consentirebbe di approfittare della moda dell’alimentazione biologica, che sta imperversando anche sugli scaffali dei nostri supermercati.
Preoccupate per il provvedimento le associazioni degli industriali. Come è noto, infatti, in Svizzera molte aziende private investono nella ricerca biologica, ma questo provvedimento temporaneo potrebbe far pensare ad un terreno troppo poco “fertile” per il futuro degli organismi geneticamente modificati. E nel mirino delle critiche è proprio il grado di provvisorietà del provvedimento, che vieta l’uso degli OGM per cinque anni, ma non chiarisce quale sia il destino di queste tecnologie dopo tale “pausa di riflessione”.
Nel frattempo questa scelta importante fatta oltre confine ha riaperto il dibattito anche in Italia. Oggi il Ministro delle Politiche Agricole Alemanno ha definito il risultato del provvedimento svizzero come un importante spunto di riflessione, “una voce profonda che viene dal cuore dell’Europa”. Anche Greenpeace Italia coglie l’occasione per ricordare che se anche un paese come la Svizzera, patria del colosso biotech Syngenta e di multinazionali come la Nestlè, ha scelto di bandire gli Ogm, altrettanto dovrebbe essere fatto nel nostro paese.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.