Gemonio, Natale all’asciutto

Da circa due mesi manca l'acqua delle ore notturne. L'assessore Mailli: «Pensiamo ad un pozzo, ma il finanziamento assegnato non è stato erogato». Minoranze all'attacco

Che a Gemonio l’acquedotto abbia dei problemi, lo sanno tutti da tempo. Ma il fatto che i cittadini siano all’asciutto sotto Natale è piuttosto singolare. In realtà la crisi idrica sta tenendo in scacco il paese da oltre due mesi, nel corso dei quali l’erogazione di acqua potabile viene sospesa durante le ore notturne.
Il tutto dopo che l’ultima campagna elettorale nell’aprile scorso è stata in buona parte incentrata proprio sulla questione acquedotto. Tra le altre cose, gli esponenti leghisti presenti nell’attuale maggioranza avevano dichiarato apertamente che «con il nostro movimento al Governo, in Regione e in Provincia, non ci saranno problemi ad ottenere finanziamenti».

«Un finanziamento regionale di 188mila euro in realtà è stato assegnato al nostro comune, ma non è mai stato erogato» spiega l’assessore ai lavori pubblici Alberto Mailli, ingegnere non in quota al Carroccio. «Denaro che doveva servire a sistemare il bacino "Roncari" (nella foto) il quale per problemi tecnici lavora circa al 30% delle possibilità. Questa, inizialmente, era la priorità individuata dall’amministrazione, ma alla luce dei problemi attuali l’attenzione si è spostata sulla costruzione di un nuovo pozzo. Per questo motivo è stato incaricato un geologo (Uggeri di Brinzio) che segnalerà la località più adatta a ciò». Riguardo ai fondi necessari, Mailli è cautamente ottimista: «Per quel finanziamento sembra che qualcosa stia per muoversi: quei soldi sarebbero sufficienti a realizzare il pozzo».

Purtroppo però, nel breve periodo, non sembrano esserci novità per i cittadini, colpiti indistintamente dalla mancanza d’acqua. «Nell’immediato la situazione rimane critica: le sorgenti ci danno 18-20 litri al secondo, contro un fabbisogno di circa 22-23. Finché i dati saranno questi saremo costretti a chiudere i rubinetti tra le 23,15 e le 5,30 circa. Sarebbe utile trovare qualche altra sorgente superficiale che possa sostenere la nostra riserva, ma che io sappia l’amministrazione Franzetti (che ha concluso il mandato nel 2004 ndr) ha già provveduto ad acquisire quelle disponibili. Ce n’è in vendita una al confine con Brenta, anche se ciò comporterebbe un problema di canalizzazione». Intanto si realizzerà una mappatura completa dell’acquedotto: «Tra pochi giorni sarà disponibile la "geografia" dell’intera rete – spiega di nuovo Mailli – Dopodiché vorremmo lavorare sulle perdite: ce ne sono tante, di piccole dimensioni che disperdono circa il 50% dell’acqua immessa in rete. Se recuperassimo un 10-15% eviteremmo almeno in parte la chiusura notturna». Ripristinare la rete però sarà difficile. «Ogni intervento prevede la rottura dell’asfalto, la sostituzione di parte della condotta, nuovi allacciamenti e via dicendo: non sarà una cosa facile».

Dalla minoranza intanto partono le prime bordate. «In campagna elettorale sembrava che gli attuali amministratori avessero in mano la bacchetta magica, o almeno così avevano detto – attacca Adriano Carini (Insieme per Gemonio) – Invece, nonostante abbiano già amministrato il paese con il sindaco Jemoli, non si sono resi conto della gravità dei problemi. Oppure hanno fatto promesse non mantenute: a meno di un anno dalle elezioni i cittadini hanno diritto di ottenere quello che è stato promesso. Questa lista ha vinto grazie alle proposte sull’acquedotto (nella foto: il bacino di via Trieste) e contro la cementificazione e in tutti e due i casi hanno già avuto problemi».

Altrettanto caustico il commento di Samuel Lucchini (Per Gemonio): «L’amministrazione che ha concluso il mandato nel 2004 aveva lasciato circa mezzo miliardo di lire che poteva essere usato per questi lavori. E con quello anche un preventivo della ditta Falciola di Milano che ipotizzava alcune soluzioni interessanti per l’acquedotto di Gemonio. E invece, a oltre un anno e mezzo di distanza la situazione è sotto gli occhi di tutti. Nei prossimi giorni prepareremo una risposta dettagliata e adeguata».

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Pubblicato il 20 Dicembre 2005
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