In cinque per Volare
Aperte le buste con le offerte vincolanti d'acquisto per la compagnia fallita. Soddisfatto Sartori: «Abbiamo salvato Volare»
Stretta finale per la cessione di Volare Group. Le buste con le offerte vincolanti per l’acquisto della compagnia aerea commissariata sono state presentate e aperte nel tardo pomeriggio di ieri, 28 dicembre. Per la prima volta la legge “Marzano bis”, studiata dal Governo Berlusconi per salvare le aziende in bancarotta, in modo particolare
A questo punto sarà lo stesso commissario Carlo Rinaldini, affiancato dall’advisor Ernst & Young e dai consulenti del ministero del Welfare a valutare offerte e piani industriali. Il nome di chi rileverà Volare si conoscerà nella tarda serata di oggi, 29 dicembre. Entro fine anno, dunque, come annunciato a suo tempo da Rinaldini in sede di presentazione del piano di sviluppo per la compagnia commissariata, che fa gola a molti. Soddisfatto il consulente del ministero del Welfare Marco Sartori: «Abbiamo rispettato i tempi – spiega – abbiamo mantenuto gli slot e non abbiamo licenziato nessun dipendente. Volare oggi può decollare di nuovo».
Dal fallimento, Volare ha registrato ricavi per 70 milioni di euro, il 60% dei quali generato dalle attività di Volareweb.com ed il restante 40% da AirEurope. Sotto le insegne di Volareweb.com, che ha ripreso le attività il primo giugno 2005, sono al momento operativi quattro Airbus A320 che dallo scalo di Milano Linate servono con voli di linea giornalieri aeroporti del sud Italia e l’ aeroporto di Parigi Orly. Dei 1091 dipendenti del gruppo ad oggi sono tornate operative 312 persone, mentre altre 394 usufruiscono della cassa integrazione straordinaria.
Ad interessare investitori e compagnie aeree sono gli slot (i diritti di atterraggio e di decollo dagli aeroporti) che la compagnia conserva in vari scali, in particolare i 24 di Linate, ambiti da molti. A spaventare i possibili investitori la decisione del Tribunale di Busto Arsizio di accollare a chi subentrerà nella gestione i debiti della vecchia compagnia verso i creditori grandi e piccoli. Si saprà tutto domani sera, la palla è nelle mani di Carlo Rinaldini. In tanti guardano con interesse alle sue decisioni, l’ex compagnia di bandiera in testa, che, nel caso dovesse spuntarla, potrebbe incorrere in una procedura antitrust da parte della Ue.
I sindacati tengono le antenne dritte, ribadendo punti chiave come il mantenimento del livello lavorativo e occupazionale, la discontinuità con la vecchia dirigenza che ha fatto fallire la compagnia e la richiesta ferma che Volare faccia base esclusivamente a Malpensa. In molti sollevano dubbi sulla reale credibilità di Alitalia, che non naviga certo in acque serene, ma che sembra essere la maggiore indiziata per l’acquisto della compagnia con sede a Gallarate. D’altra parte Alitalia arriverebbe al 70% della quota di traffico su Linate, consolidando notevolmente la propria quota di mercato interno.
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