Inail spegne i fax: finisce un’epoca?

Entro marzo chiunque debba inviare documenti in merito agli infortuni sul lavoro dovrà farlo con la posta elettronica. È giunta l'ora di scrivere l’epitaffio di una vecchia tecnologia

“Ma dottore! L’era del fax è finita…”: così dice ironicamente l’impiegata dell’Inail nello spot che stiamo sentendo in radio in questi giorni. Obbiettivo principale della campagna: comunicare a tutti che il numero verde di fax dell’Inail sta chiudendo. Dal primo marzo 2006, infatti, chiunque debba inoltrare la DNA (Denuncia Nominativa degli Assicurati), dovrà farlo tramite internet.

Ovviamente il sito web di Inail è gia prontissimo, ricco di servizi e pronto a semplificarci la vita. Basta un click (supponendo che tutti abbiano internet) e il documento arriverà velocemente. A colori e senza sprechi, tra l’altro. E anche l’Inail risparmierà tempo e denaro, gestendo più razionalmente il grande quantitativo di documentazione in entrata ogni giorno. E chi non ha internet? Può fare la stessa cosa con il caro vecchio telefono.

Una cosa importante da sapere ma, soprattutto, il segno della fine di un’epoca. Tutti i lavoratori, infatti, hanno più o meno a che fare con l’Inail, e se un servizio nazionale così importante dice addio al telefax, allora forse questo strumento ha i giorni contati. Una spinta più o meno forzata verso la tecnologia per chi non ha un computer, e un’occasione per estrarre il coccodrillo tecnologico che avevamo in serbo da tempo. Perché anche in questa redazione, dove la tecnologia regna sovrana, un piccolo fax c’è sempre stato. Ed ora vive lì, su una piccola mensola, mentre lo osserviamo con malinconico ossequio. Sono finiti i giorni in cui quell’aggeggio infernale “cantava” ininterrottamente: oggi arrivano documenti solo ogni tanto, e quasi rimpiangiamo i quintali di spam di qualche anno fa (non che la posta elettronica ce ne salvi, sia chiaro). E dire che solo oggi avevamo capito tutte le funzioni descritte nel manuale. Meglio l’email, forse, che non richiede nemmeno uno spreco di carta e di toner, e consente di conservare sempre una copia dei documenti ricevuti.

Così afferma l’impiegata alla radio che, a dire il vero, ci sta un pochino antipatica. Un po’ come la vecchia zia, che ti toglie un giocattolo ricordandoti che sei troppo grande. Non sappiamo quanto abbia ragione: oggi il fax non si dà per vinto, si riscopre nei più moderni servizi internet e nelle stampanti multifunzione. È sempre più veloce, ma questo basterà ad affrontare la sfida del digitale? Difficile dirlo, fatto sta che dal 1843 (quando venne brevettato dallo scozzese Alexander Bain) a oggi, ha perso molto terreno. E pensare che i giornali canadesi, nel lontano 1949, prevedevano per questo “aggeggio rivoluzionario” un futuro roseo.

Secondo un celebre quotidiano scientifico dell’epoca, questa era la previsione degli aspiranti Negroponte: “La Canadian Daily Newspapers Association ritiene che questa evoluzione attrarrà nuovi elementi nel campo del giornalismo, e ogni utente di fax sarà in grado di ricevere una delle moltissime testate disponibili, in modo simile a come si sintonizza sui programmi radio”.

Insomma, sarebbe stata una carriera luminosa, se non fosse stato per quella sorella spocchiosa, quella Internet che oggi domina il mondo. E per lei, almeno per ora, non sembrano esserci rivali…

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Pubblicato il 06 Dicembre 2005
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