Made In: la soddisfazione degli artigiani
La prima decisione della Commissione europea arriva a pochi giorni dalla consegna al presidente dlla provincia di una raccolta di firme a favore del provvedimento
L’Unione Europea ha detto “sì” all’etichettatura obbligatoria per merci extra-UE, e l’ha fatto a pochi giorni dalla consegna, da parte dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese, al Presidente della Provincia Marco Reguzzoni 719 firme a tutela del “Made In”
per richiedere all’Unione Europea di introdurre l’obbligo di indicare il Paese dove è avvenuta la fabbricazione di tutti i prodotti circolanti in Europa. Una tutela che non si ferma al tessile-abbigliamento e calzature ma che verrà estesa a quei settori trainanti del nostro export e ricompresi nella proposta di regolamento comunitario: pelletteria, ceramica, oreficeria, arredamento e vetro.
«Naturalmente è un risultato che ci ripaga dell’impegno riversato nel rappresentare gli interessi dei nostri imprenditori, afferma Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani – Interessi che dovranno essere tutelati anche dal Parlamento italiano con l’approvazione, speriamo in tempi rapidi, del marchio “Doc 100% Italia”. Una tutela che, insistiamo sulle nostre tesi, non potrà avvenire, però, senza un’attenzione maggiore delle istituzioni presenti sul territorio (anche a livello locale) e un accesso più immediato al credito con linee ad hoc definite dal nostro Artigianfidi, come quelle dedicate allo Sviluppo commerciale per l’internazionalizzazione, i campionari, l’innovazione, la partecipazione a fiere e missioni, l’anticipo all’export/import».
Questo primo “sì”, interessa circa 240.000 piccole e micro imprese per un totale di 874.108 addetti, che rappresentano il 69% del totale delle aziende operanti nei settori di punta del Made in Italy. «Ricordo – prosegue il direttore – che solo nella Provincia di Varese le microimprese (da 1 a 9 addetti) sono 1.710 con 2.711 i dipendenti e 5.787 addetti) e producono un export (il valore è espresso in migliaia di euro) di 881.997 (12,5% sull’export provinciale). In Lombardia solo il settore del tessile conta 130mila imprese con 160mila addetti».
«Nello stesso tempo – conclude Bergamaschi – riteniamo sia importante munire MalpensaFiere di spacci aziendali che diano maggiore visibilità ai prodotti di quelle imprese che vadano oltre il sistema moda per estendersi all’arredo, al benessere, al tempo libero e ai servizi e che siano presenti e operanti sul territorio della Provincia di Varese da almeno cinque anni. A questo si deve aggiungere la possibilità di far dialogare in rete le microimprese, per la crescita economica di un territorio ricco di tradizioni e da sempre conosciuto per la sua “ricchezza” creativa dei suoi imprenditori».
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