Subito un comitato promotore del fronte civico
L'intervento dell'onorevole Franco Monaco sulla crisi di Legnano
Riceviamo e pubblichiamo
Ha fatto discutere la mia proposta di costituire un fronte civico largo per corrispondere all’emergenza prodotta dall’inchiesta giudiziaria che ha investito l’amministrazione comunale di Legnano. Un fronte civico cui partecipino cittadini, personalità della società civile, partiti e realtà associative sensibili a un’esigenza di bonifica e di rinnovamento, e che si prepari ad assumere responsabilità nel governo della città. Che tale proposta abbia fatto discutere, che abbia suscitato reazioni di vario segno mi fa piacere. Era esattamente il mio proposito. Attenzione: non solo, come si dice, un sasso nello stagno, ma una leva, un pungolo perché si prendano concrete iniziative. E lo si faccia presto. Qualcuno ha frainteso il mio riferimento a una “pausa”. La pausa da me auspicata concerne le grandi opere pubbliche avviate, “per guardarci dentro” e assicurarsi che siano trasparenti. Nessun indugio, nessuna esitazione, nessuna timidezza. Ho scritto a chiare lettere che si devono chiedere le dimissioni dell’attuale giunta, oggettivamente segnata nella sua credibilità. Sbaglia il sindaco quando mi accusa di precorrere il giudizio della magistratura (e tantopiù sbaglia quando mi imputa la propensione a opporre i cattolici buoni ai cattolici cattivi. Ma quando mai? Ma come se l’è inventato? Che c’entrano i cattolici? Che c’entra la religione? E’ mio costume distinguere la religione dalla politica). Ripeto: trattasi di giudizio politico. Legnano, tantopiù in un tempo speciale come questo ai fini del ridisegno del suo assetto, non può attendere che si consumino i tre gradi di giudizio. Ancora non disponiamo dell’epilogo della tangentopoli legnanese di dieci anni fa! Il sindaco sarà stato certo all’oscuro delle transazioni del suo più stretto collaboratore, cioè il vicesindaco e assessore all’urbanistica che, a detta di tutti, era l’uomo forte dell’amministrazione. Ma egli ne deve politicamente rispondere. Non foss’altro perché se lo era scelto e per omessa vigilanza. Ma veniamo al che fare.
Articolo operativamente la mia proposta: si costituisca un comitato promotore di quel fronte civico, che prenda l’iniziativa. Un comitato composto dai cinque ex sindaci. Esso potrebbe contattare personalità, partiti, associazioni e gettare le basi di una proposta di governo davvero alternativo sulla quale promuovere una larga mobilitazione. Apprendo che l’ex sindaco “anziano” Franco Crespi si dice disponibile e si accinge a contattare i suoi colleghi. E’ chiaro che le forze politiche devono essere della partita. Ci mancherebbe altro. Sono a dir poco sorpreso che qualcuno mi attribuisca l’intenzione di “sostituire” o addirittura di escludere i partiti e la propensione (a me bipolarista convinto da sempre ?!) di non fare differenza tra gli opposti schieramenti. Ma forze politiche illuminate e democratiche non possono che guardare con simpatia e anzi incoraggiare l’allargamento del fronte, il coinvolgimento di cittadini e forze sociali. Dando loro un reale protagonismo. Per una ragione di principio, per accrescere il consenso e dunque le chances di vittoria. Solo chi si rassegna a un’azione meramente testimoniale e minoritaria può chiudersi nel recinto stretto dei partiti di opposizione, che, se non ricordo male, alle ultime elezioni amministrative, pur proponendo un valido candidato, si attestarono intorno al 30%.
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