Sul nuovo carcere incombe il pericolo che nulla cambi
Mai avevo immaginato di acquistare due quotidiani locali e invece lo faccio regolarmente perché se il tempo per la lettura si è dilatato – non ho rinunciato al “Corriere”- mi sento un bosino più informato, spesso chiamato alla valutazione di due interpretazioni di un fatto.
Questa mattina mi ha colpito l’efficacia del titolo più importante della prima pagina della “Provincia”. “Arriva l’anno che cambierà l’ Italia”: Bankitalia e capo dello Stato nuovi, forse come governo e premier, e poi le elezioni politiche e amministrative e il referendum a giugno, senza trascurare Olimpiadi della neve e Mondiali di calcio.
Il 2006 dunque un anno di grandi cambiamenti, di novità e allora,per quanto riguarda casa nostra, cioè Varese, mi auguro che non ci sia rivoluzione nel segno di un italico costume, ricordato da Tomasi di Lampedusa nel suo celebre romanzo “ Il Gattopardo”, vale a dire che si cambi tutto per non cambiare.
Mi riferisco a un preciso problema, quello del carcere. Ho letto ieri su Varesenews che Roma costruirà subito 6 nuove strutture carcerarie, quattro in Sardegna le altre due a Savona e Rovigo. Del carcere di Varese, impelagato in una serie di ricorsi contro l’assegnazione dei lavori, nessuna notizia: è possibile allora che si arrivi ad aprile senza che il progetto veda l’inizio della sua realizzazione. Ad aprile si vota, se ci sarà il ribaltone governativo, niente di più facile che del nuovo carcere non si parli più per anni essendo forti a sinistra, ma non solo, le contrarietà in ordine alla sua collocazione in un’oasi verde scelta dalle aquile dell’ urbanistica e della burocrazia cittadina e ministeriale.
Dove sta in agguato il gattopardo? Proprio nel fumo, nel fracasso e nelle promesse dei nuovi arrivati: si parlerà di cambiare, ma incomberà il pericolo che nulla cambi, che cioè detenuti e guardie resteranno dove sono oggi, in una casa circondariale assolutamente inadeguata, diciamo pure una vergogna per una città che grazie all’ impegno di molti dimostra invece di avere grande attenzione verso gli ultimi. A maggio cambierà la squadra di Palazzo Estense: il Consiglio comunale dovrà essere subito pronto con un altro progetto, questa volta condiviso e meno assurdo, qualora non fosse “ partito” quello romano.
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