Una Festa per la Pace con alunni e insegnanti del Centro Eda

Ieri sera, 16 dicembre, si è svolta la manifestazione organizzata alle scuole medie Ponti

 Si è svolta ieri, 16 dicembre, presso le Scuole Medie Ponti di Gallarate, via Confalonieri 27, la “Festa della Pace”, con insegnanti e alunni del Centro EDA. Gli alunni stranieri che studiano italiano e i corsisti italiani e stranieri della Licenza Media si sono trovati insieme a vivere un momento di festa con i docenti e la dirigente scolastica, la prof.ssa Locatelli. La serata è stata movimentata. Una sentita rielaborazione e presentazione del programma “Educazione alla Pace”, svolto precedentemente in classe. Nei mesi scorsi i corsisti hanno discusso, analizzato poesie e scritto loro riflessioni sulla pace e sulla guerra. Dopo due mesi il frutto del loro lavoro è stato mostrato sul palco. Presentati da Ines, una spigliata brasiliana, gli stranieri si sono cimentati in una divertente rappresentazione teatrale “Pacifì”, adattata per loro da Matilde Leone e dagli altri docenti di italiano. Tutti hanno partecipato con tantissimo entusiasmo. Lo ha confermato anche la professoressa Locatelli, dirigente scolastica molto attenta alle necessità degli studenti e di questi studenti in particolare. «Sono veramente bravi. E sono orgogliosa del lavoro che hanno svolto, con impegno e fatica». Dopo la rappresentazione teatrale, è stato il momento della lettura di poesie famose o scritte dagli stranieri stessi e dell’intervento delle corsiste italiane della licenza media.

Il sipario si è chiuso poi sventolando mille bandierine della pace e cantando tutti insieme Imagine, di John Lennon, corsisti e docenti sotto un immenso arcobaleno con la scritta “Pace a tutti i popoli”. Ma la musica è continuata. Sulle note del bongo africano e della danza thailandese di una ragazza in costume tradizionale, con l’immancabile sirtaki ballato dalle donne greche e dai loro mariti, il folklore si è scatenato. Una vera festa. Ogni continente e ogni paese si è espresso, portando la sua musica il suo colore o il suo cibo tradizionale. Il buffet che ha fatto seguito alla festa, infatti, presentava dolci pakistani, russi e cinesi. Tutto il mondo riunito in un atrio di una scuola media. «E’ per tutti noi un momento molto importante. Vogliamo esprimere e testimoniare il nostro desiderio di poter respirare insieme la speranza di fratellanza, di vera pace – ha detto dice Matilde Leoni, ormai da cinque anni docente di italiano agli stranieri – Con il lavoro svolto nel programma “Educazione alla Pace” abbiamo voluto sensibilizzare e cercare di costruire un atteggiamento positivo nei confronti degli altri. E’ soprattutto a scuola che si costruisce una pacifica convivenza. Si vede stasera».

Ecco una delle poesie scritte dai ragazzi stranieri sui banchi di scuola.

Questa è la nostra pace

Questa è la poesia della pace

Una pace vissuta tra i banchi di scuola

Dove il Nigeriano siede accanto all’Indiano,

Dove lo Spagnolo dà la mano al Pakistano,

dove il Marocchino ha detto:

“La pace è no alla guerra”

Dove il Libico ha ribadito

“La pace è no al razzismo”,

Dove il Cinese ha affermato:

“La pace è rispetto delle religioni”,

Dove il Siriano ha proclamato:

“La pace è libertà”

Dove noi tutti testimoniamo:

“La pace è fratellanza”.

Sultana, Razwan, Christiana, Hassan, Impana, Nazmul e Mohamma

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Pubblicato il 17 Dicembre 2005
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