Whirlpool, il panettone va per traverso
C.d'Orlando-Varese 83-67. Lontano da Masnago riemergono tutti i vecchi difetti biancorossi
Ogni volta che la Pallacanestro Varese sembra essersi messa alle spalle i fantasmi del recente passato, ecco che questi ritornano. La Whirlpool cede in casa della neopromossa Capo d’Orlando, l’ennesima novità del panorama cestistico nazionale che può vantare lo scalpo dei biancorossi.
L’Upea ha meritato pienamente i due punti contro una Varese disattenta quando (secondo quarto) i siciliani scavano il break, poi quasi ottusa. Non ci sono altri aggettivi per una squadra che, come già accaduto a Roseto, una volta arrivata vicina al riaggancio, spreca la rimonta perchè preferisce tirare da 3 al posto di cercare punti facili nell’area colorata.
Accade così che al termine del terzo periodo la Whirlpool crolli da -6 a -12 nel giro di quattro azioni. E che, ancor peggio, a 4′ dalla fine con i siciliani attanagliati dalla "paura di vincere", è ancora la scarsa mira da fuori degli ospiti (giunti a -5) a regalare ossigeno puro all’Upea, che nel finale dilaga. Mandando per traverso il panettone dei tifosi varesini, che ritroveranno i biancorossi a Masnago solo il prossimo 30 dicembre (con Livorno). Mercoledì 28 la Whirlpool farà invece visita a Treviso, un campo dove non si vince dalla finale del 1999.
Il primo tempo corre sul filo dell’equilibrio. Varese viaggia da subito con cattive percentuali al tiro, così l’Upea rimane in vantaggio grazie a Carter. Quattro punti di Hafnar propiziano il sorpasso all’8’, dopo che De Pol ha sostituito l’ex di turno Howell. Gli ultimi 90” del periodo però sono ancora di marca siciliana: due liberi di Perry permettono ai padroni di casa di chiudere al 10’ sul 21-19.
Il secondo quarto è un incubo per Varese, letteralmente demolita dalle offensive della squadra isolana. È lo stesso Perry a creare nuovi problemi alla difesa di Magnano, guadagnandosi i liberi con cui l’Upea replica a due buone iniziative di Garnett. Le squadre restano a secco per 3’ ma quando il tabellone torna a muoversi è per due triple di Ramelli che portano Capo d’Orlando a +8, 31-23. A nulla serve un timeout: entra Levin e anche lui festeggia dall’arco bucando ancora una difesa Whirlpool capace, si fa per dire, di subire 15 punti in 7’. L’attacco non va meglio: sbaglia Fernandez, sbagliano Hafnar e Howell, sbaglia chiunque tocchi il pallone (Farabello si busca pure una stoppata). Bisogna attendere il -17 e il 19’ per vedere Varese andare a segno, proprio con l’esterno argentino, da 3 punti. Si va all’intervallo sul 40-28, con un Magnano comprensibilmente furibondo.
A inizio ripresa le mani appaiono calde su entrambe i fronti: passano meno di 5’ e il punteggio è già di 49-38, con Albano finalmente utile. Una sarabanda di punti che però non serve a migliorare la situazione critica di Varese, tenuta a debita distanza dal solito Perry e da Praskevicius. Al 27’ i biancorossi tornano sotto i dieci punti di distacco con un canestro di Collins e un Garnett tornato a buoni livelli. Sono i due americani i riferimenti offensivi di Magnano, con il play che fa risalire la Whirlpool a meno 6. Quando però Varese vede la targa dei siciliani, riecco la serie nera dal perimetro: Hafnar, Collins e Fernandez prendono solo il ferro, l’Upea molto più concretamente cerca e trova punti da sotto che in un amen ristabiliscono un divario di 12 lunghezze con cui si chiude la frazione (63-51).
Janicenoks manda subito per traverso i piani di Magnano esplodendo una tripla che respinge il primo canestro (Collins) del quarto conclusivo. Varese ci riprova e Garnett riporta la Whirlpool a -8, dopo che Magnano è costretto a togliere un Howell evanescente. Ancora una volta però i biancorossi non riescono a convertire in punti – sarebbero preziosissimi – quei palloni recuperati a rimbalzo, dove il pacchetto lunghi di casa lascia parecchio a desiderare.
La squadra di Perdichizzi però mostra qualche crepa di troppo: De Pol rosicchia dalla lunetta e Varese arriva fino a -5. Poi l’antico male di questa Varese torna a farsi vivo: quando sarebbe più semplice cercare punti in area, la squadra di Magnano prova a fare strada con i tiri da 3, un’arma usata ed abusata come già in passato. Nnamaka ringrazia e infila i punti che mettono in salvo l’Upea e lasciano a bocca asciutta Varese. Nel finale l’Upea dilaga nel tripudio dei propri tifosi; per De Pol e compagni si prospetta invece un volo di ritorno in silenzio, con molti musi lunghi.
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