ZIGAINA… LA PIANURA DENTRO… …
Di Sandro Sardella
Nessuno che dipinge come lui vive come lui,
e nessuno che vive come lui dipinge come lui.
(P. P. Pasolini)
Io vivo di paesaggio, riconosco in esso la fonte del mio sangue.
(G. Comisso)
Giuseppe Zigaina è nato a Cervignano del Friuli il 2 aprile 1924. Nell’immediato dopoguerra incontra Pier Paolo Pasolini con il quale stabilisce legami di profonda amicizia e di comunità di ideali e passioni che dureranno fino alla morte del poeta.
Nel 1950 viene invitato alla Biennale di Venezia con tre opere: “Occupazione delle terre”, “Biciclette e falci”, “Erba ai conigli”.
Ha esposto e con qualificati riconoscimenti in tutto il mondo, ma vive radicato a Cervignano alternando i periodi di lavoro con lunghi viaggi attraverso l’Europa.
Ha collaborato tra l’altro ai film di P. P. Pasolini “Teorema” e “Decameron”.
Rilevante è la sua opera grafica dove acqueforti e libri d’artista vivono tra segno e segno con meditata meravigliosa urgenza la ricchezza del suo mondo poetico.
Con Marsilio ha pubblicato “Pasolini e la morte. Mito, alchimia e semantica del nulla lucente” (1987), “Pasolini tra enigma e profezia” (1989), “Pasolini e l’abiura” (1994), “Hostia. Trilogia della morte di Pier Paolo Pasolini (1995), “Pasolini. Un’idea di stile: uno stilo”(1999), “Pasolini e il suo nuovo teatro, senza anteprime né prime né repliche” (2003), “Pasolini e la morte. Un giallo puramente intellettuale” (2005) e i volumi di racconti “Verso la laguna” (1995) e “Mio padre l’ariete” (2001). Per il suo lavoro di ricerca su Pasolini, oltre che per la sua attività di pittore, è stato accolto nella Bayerische Akademie der Schonen Kunsten di Monaco.
Guarda la !
E come una febbre indica con l’indice
la violacea pianura.
Guarda la !
E come una nebbia fa sparire tutto
oltre i nostri piedi.
(C. Galuzzi)
.. oggi 25 novembre 2005 sciopero generale .. un’uggiosa bottegosa Varese vivacizzata dal colorato silenzioso corteo di lavoratori pensionati e qualche studente .. incontrarsi complici .. ciao ciao .. governo ladro .. un freddo boia .. a Rasa nevica .. s’è rotta la morsa del freddo direbbero al tiggi .. nel tepore della casa la musica dei La Crus .. “Dietro la curva del cuore” .. Caro Claudio .. (Claudio Galuzzi 1957-1998) .. la nostra complice amicizia insaporita di rock di jazz di parole di silenzi dai quaderni di scrittura operaia “abiti-lavoro” .. .. “La pianura dentro” .. il tuo libro di poesie di nuovo tra le mani .. con la preziosa stupenda nota di Roberto Roversi .. (e disegno di copertina mio .. ) .. quel titolo .. “La pianura dentro” .. dentro mi suona mentre pesco parole per imbastire la tesa attenzione verso la superba pittura di Zigaina del quale ieri .. treno ore 15.15 da VA per MI .. piazza Repubblica via Turati .. La Permanente .. la mostra percorsa e ripercorsa .. a piedi in una fredda luminata frettolosa città .. porta Garibaldi ore 18 treno per VA .. dentro .. dentro .. i quadri di Zigaina percuotevano occhi mente cuore .. dilagavano ..
I fiumi, dici,
I fiumi e le loro secche ci
somigliano. Allagano e
crepano fin dentro le viscere.
(C. Galuzzi)
.. dopo la stagione del realismo .. la forza di interrogare l’esplosivo Picasso .. l’inquieto sprofondato Roualt .. l’informale vissuto rende il suo fare delirante .. il torcersi della materia .. la luce di una poesia secca ed assoluta .. una ricchezza graffiata .. un’inquietudine che apre una fede nell’arte non pacificata .. nella sua opera c’è il misurare un quotidiano innervato dall’eterno forse solo immaginato ..
nasce un’immagine .. i nuvolosi tramonti sui prati bassi gridati dal prorompere dei venti freddi dell’Adriatico .. il lampeggiare delle falci i neri pastrani dei contadini .. i generali squilibrati dal peso delle decorazioni ruzzolanti sopra neve-mota rossa .. tronchi di salice mutilati e invernali .. pali del vigneto i girasoli insetti .. ali astronavi di farfalla notturna .. l’immagine ex-voto del padre invariata e presente ..
notti solidificate .. sogni imprigionati vivono in un’organica dissoluzione .. vuoto e mistero ..
imbalsamati dal gelo / incastri di memoria / in una notte che fascia / cieli levigati su / terra trapunta di verdi e blu e gialli sulfurei / in un silenzio sacro / il rumore del vento / dentro le cose / la cenere della sera / nello sbattere brusio d’ali di farfalla / ..
frantumate libellule .. Visitazioni .. frammenti d’ossa .. Dal colle di Redipuglia ..anatomie d’umano e di paesaggio .. Forse la laguna .. Visitazione qualcosa che brucia .. Mio padre che ascolta ..
…. …
arde una crosta di profumi, un glauco
afrore d’erbe, di sterco, che il vento
rimescola ..
Tu lo sai quel luogo, quel Friuli
che solo il vento tocca,ch’è un profumo!
da esso scende sopra i tuoi oscuri
suonatori di flauto, il dolce grumo
dei neri e dei violetti, e si espande
da esso iridescente il bitume
… …
(da Quadri friulani in Le ceneri di Gramsci di P. P.Pasolini)
il fare di Giuseppe Zigaina è deciso .. un fare che espone e non impone .. senza mai perdere di vista la terra delle cose ..
i limiti i confini le barriere con le loro incerte possibilità di varchi .. lo struggimento delle attese rendono la realtà non un ostacolo ma una promessa ..
una pittura capace di attraversare la perdita e di accogliere il dolore .. il dolce amaro dell’esistere .. in una disperata essenzialità l’umanità vive come in un tempo d’umile utopia ..
teleri e carte d’implacata immobilità .. opere che chi guarda vede ardere del riflesso di un’altra luce che .. solo intende il cuore / che non cerca potere, né vittoria. .. ..
GIUSEPPE ZIGAINA
Palazzo della Permanente, Milano
sino al 18 dicembre 2005
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