Poche buone notizie per i portafogli varesini
L'indice dei prezzi al consumo continua ad aumentare. Si risparmia solo sull'istruzione e le comunicazioni
Poche buone notizie per il portafoglio dei varesini: seppur di una sfumatura infatti l’indice dei prezzi al consumo continua ad aumentare. L’indicatore, scelto dall’Istat per monitorare le variazioni del costo di alcuni beni, si è spinto infatti a 116, crescendo dello 0,1 per cento rispetto al mese di novembre e dell’1,6 per cento rispetto allo scorso anno.
Che cosa è aumentato? I servizi ricettivi e di ristorazione (+0,4 per cento), i generi alimentari e le bevande analcoliche (+ 0,3 per cento), le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,2 per cento), abbigliamento e calzature (0,1 per cento) se si guarda il dato congiunturale (da novembre a dicembre 2005). Per ogni capitolo di spesa sono state poi individuate le voci più significative. La crescita del dato relativo ai servizi ricettivi e di ristorazione, ad esempio, è riconducibile all’incremento dello 0,9 per cento del costo di alberghi e altri servizi di alloggio. Sono oli e grassi (+2,8 per cento) e ortaggi (+1,7 per cento) a spingere in alto il prezzo dei generi alimentari mentre per quanto riguarda il capitolo abitazione, acqua ed elettricità spicca l’aumento del 2,6 per cento dei combustibili liquidi.
Se si osserva invece la variazione tendenziale (il confronto tra dicembre 2004 e dicembre 2005) i maggiori incrementi si riferiscono ad abitazione, acqua ed elettricità (+ 5,1 per cento), trasporti (+ 3,3 per cento), servizi ricettivi e di ristorazione (+ 3 per cento), bevande alcoliche e tabacchi (+2 per cento). Gli aumenti più eclatanti riguardano in particolare i combustibili liquidi (saliti di oltre il 15 per cento), il prezzo dei gas (più dell’11 per cento), dei trasferimenti di proprietà (+ 9,1 per cento), dei servizi medici ausiliari (+ 9 per cento) e di carburanti e lubrificanti (+89 per cento).
Non manca fortunatamente anche qualche voce con segno meno. Un po’ di risparmio rispetto a novembre sarà infatti possibile per mobili, articoli e servizi per la casa, trasporti, ricreazioni spettacolo e cultura (- 0,2 per cento) e comunicazioni (- 0,1 per cento). Queste ultime (- 2,7 per cento) insieme alle spese per l’istruzione ( -1,1 per cento) sono le uniche controtendenza: si tratta infatti delle sole due voci che da dicembre 2004 a dicembre 2005 hanno registrato, molto lievemente, una diminuzione.
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