Sant’Edoardo, viale Alfieri e piazzale Crespi non convincono del tutto
Vivo interesse ma anche molti mugugni da parte dei residenti alla presentazione dei progetti per ricavare un piccolo centro del rione in viale Alfieri e riorganizzare lo snodo di piazzale Crespi
All’incontro, organizzato dai rappresentanti locali dei Comitati di quartiere, ha partecipato il sindaco Luigi Rosa insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Claudio Fantinati. Il progetto del mini-centro è stato esposto al pubblico da Simone Casazza, architetto alle dipendenze dell’Ufficio strade del Comune. Obiettivo dichiarato del progetto è quello di valorizzare la zona antistante la chiesa e garantire nel contempo la sicurezza dei pedoni. A questo scopo si prevde di realizzare un tratto di strada rialzata, a raso del livello marciapiede, tramite due rampette d’accesso che servirebbero anche a ridurre la velocità. Viale Alfieri resterebbe a doppio senso di circolazione, ma sarebbe del tutto chiuso ad ogni tipo di traffico pesante, autobus inclusi ("anche tramite un possibile ridisegno della rotonda di piazzale Tripoli per deviare i camion" osserva Fantinati). La zona rialzata sarebbe quindi pavimentata in asfalto na base di graniglia di porfido, quindi di colore rossastro a marcare ulteriormente il carattere particolare della zona; i marciapiedi circostanti saranno invece rifatti in lastre di porfido. Fra gli aspetti del progetto, il previsto abbattimento degli ippocastani della zona interessata, da sostituirsi con piante sempreverdi sotto cui troveranno posto varie panchine. In tutto questo, non si dovrebbero praticamente perdere parcheggi, previsti su entrambi i lati della carreggiata, sia pure al prezzo di un lieve restringimento della stessa. Non sono mancate le critiche: dal consigliere comunale Audio Porfidio, che ha parlato di "un’opera che si farà e poi si toglierà, come il dosso in via Magenta", lamentando che il progetto non è stato illustrato ai consiglieri, a residenti della zona che hanno di volta in volta reclamato un senso unico per il viale, temendo imbottigliamenti del traffico ("voi non avete idea di quante auto ci sono qui alle 8 di mattina davanti alla scuola!"), o ricordato che Sant’Edoardo non coincide solo con lo spazio antistante la chiesa, e mostra ben altri problemi (Tre Ponti e via Treviglio, detta "la casbah di Busto Arsizio"). In mancanza di una piazza, voler creare un centro comunque appare come voler fare le nozze con i fichi secchi: e più d’uno comincia a sospettarlo. Del resto lo spazio a disposizione (non) è quello che (non) è.
L’ingegner Valsecchi ha quindi presentato il rifacimento di piazzale Crespi, che prevede una grande rotonda da 36 metri di diametro esterno, e una semirotonda spartitraffico. L’opera dovrebbe esser avviata a fine febbraio ed essere ultimata in agosto. Anche qui, tuttavia, scarso entusiasmo e molti mugugni a fronte di un’opera che comunque eliminerà uno dei "tappi" viabilistici più detestati della città: in particolare sotto tiro la mancanza di un attraversamento pedonale sul lato est della rotonda. Rosa, da parte sua, ha ascoltato con cristiana pazienza le lamentele dei residenti, spesso riferite ad errori urbanistici accumulatisi nelle passate amministrazioni e non più risolvibili, rispondendo a tono solo a Porfidio ("stasera dovevano parlare i cittadini, non i politici" ha poi commentato). Gli organizzatori hanno infine proposto un nuovo incontro a Sant’Edoardo per discutere del progetto dell’architetto Mario Botta per l’area delle ex ferrovie Nord: sperando che non faccia la fine (cassetto) di quello precedente, presentato nella stessa sede un anno fa.
(si ringrazia l’ufficio stampa del Comune per le slide dei progetti)
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