Trofeo Tartaruga, trionfa la bicicletta
La manifestazione indetta da Legambiente si è tenuta sul percorso Borsano-stazione FS; l'automobile, come sempre, svantaggiata dalla ricerca di un parcheggio che non c'è
Si è tenuto in mattinata tra piazza Gallarini a Borsano e la stazione FS di piazza Volontari della Libertà il Trofeo Tartaruga, "gara" tra diversi mezzi di trasporto che ha visto, come già nell’edizione del 2000, il trionfo della bicicletta. La simpatica manifestazione, indetta da Legambiente, richiama l’attenzione sull’effettiva praticità dei vari mezzi di trasporto, e anche questa volta chi ne è uscita meglio è stata la buona vecchia quattroruote.
Prendevano parte alla "gara" Gianluca Genoni, campione di apnea e presentatore tv, in sella ad una bicicletta sportiva (ma non da corsa); Michele Giavini, manager e socio di Legambiente, in sella alla sua bicicletta pieghevole; il direttore sportivo della DiMeglio Brums Busto Arsizio, Giordano Polato, con le tre centrali della squadra, Nicoletta Luciani, Annalisa Sannino ed Elena Signori, tutti a bordo dell’autobus Agesp; infine un terzo socio di Legambiente, Stefano, con la sua automobile. Dopo la distribuzione di alcuni omaggi da parte del presidente del circolo di Legambiente Andrea Barcucci (cappellini, borse e casacche con il Cigno verde, simbolo dell’associazione), il via è stato dato alle 11,32. Il regolamento prevedeva quale unica regola il rispetto del codice della strada e dei limiti di velocità, e il fatto che l’automobile dovesse trovare parcheggio.
Le biciclette sono giunte in stazione appaiate alle 11,43, in appena undici minuti per la via più breve (viale Boccaccio-piazzale Crespi-cavalcavia del Roccolo-viale Venezia); tre minuti dopo è giunta l’automobile, ma senza trovare, manco a dirlo, parcheggio. Alle 11,50 è giunto il bus con Polato e le tre ragazze della Di Meglio volley; infine, alle 11,59, dopo dieci minuti di vana ricerca, code e inquinamento, l’automobile si è dovuta arrendere alla totale assenza di parcheggi entro mezzo chilometro dalla stazione, e l’autista ha dovuto ammettere la disfatta, piantando l’auto in divieto nel piazzale della stazione prima di sparire alla svelta con la coda tra le gambe.
"Mi piacciono queste iniziative che espimono una coscienza ambientale" ha dichiarato Gianluca Genoni, l’uomo dai polmoni d’acciaio; "devo però ammettere che come tutti uso molto la macchina, per pigrizia o necessità; ma trovo anche lo scooter un mezzo molto utile, soprattutto per muversi in condizioni di traffico, e lo uso spesso".
"Il pullman è stato puntuale; non solo, ma ci abbiamo trovato anche una signora che aveava saputo del Trofeo Tartaruga dai giornali" ha riferito Nicoletta Luciani. "Questa iniziativa è sicuramente originale, mette a raffronto mezzi diversi e i loro effettivi tempi di percorrenza e posteggio". Se per l’auto trovare parcheggio si è rivelata mission impossible, per una delle biciclette il parcheggio è stato…dentro la pratica sacca-zaino di Michele Giavini: si trattava infatti della bici pieghevole da città. L’altra bici ha torvato posto nella vecchia rastrelliera della stazione.
"Tengo a precisare che abbiamo organizzato la gara in un orario non ancora di punta, quindi in teoria l’auto era avvantaggiata" ha sottolineato Barcucci. Con lui era il coordinatore provinciale di Legambiente, Alberto Minazzi, che ha rilasciato a Varesenews alcuni commenti sui blocchi del traffico e sulla questione Accam. "Per i blocchi, si deve trattare di iniziative omogenee e che abbiano un buon grado di adesione: va superata la concezione delle zone critiche, perchè il problema è generale. L’aria a Tradate piuttosto che a Luino sarà migliore di quella di Busto, ma non per questo si deve ignorare il problema: servono misure strutturali. Sull’abbassamento dei riscaldamenti, credo che farà poco: Brescia, che è in buona parte servita dal teleriscaldamento (e dunque non da caldaie a gasolio, ndr), ha suppergiù gli stessi livelli di polveri di altre città, segno che il traffico veicolare e le industrie incidono molto". Su Accam, infine, Minazzi ha ribadito che "oggi la priorità in provincia sono i compostaggi, non certo l’incenerimento: l’impianto, se non vuole chiudere, deve migliorare significativamente la capacità di abbattimento dei fumi".
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