Una Waterloo amministrativa

Non è necessario andare lontano, magari percorrendo sentieri letterari, per citare esempi dell’umana incontentabilità: è sufficiente seguire le cronache della nostra città per riscontrare ogni giorno la presenza di questo “virus” che da secoli accompagna l’uomo. L’homo bosinus presenta dei picchi davvero notevoli di incontentabilità e tuttavia non è noto per questa caratteristica, invece per aver sviluppato una quantità abnorme di anticorpi che di fatto annullano quel tanto di positivo che c’è in qualsiasi tasso di incontentabilità.

Nei giorni scorsi un lettore di Varesenews con garbo e indirettamente ha contestato il presidente della Provincia: Reguzzoni, prendi a sassate la società delle autostrade per gli aumenti tariffari, minacci il presidio al casello di milano e noi automobilisti ci sorbiamo code mostruose per entrare a Varese. Incontentabilità al cubo: troviamo chi si sforza di darci comunque una mano, magari con gesti da balilla, e gli appioppiamo subito altri compiti e responsabilità.

È infatti opportuno ricordare che i problemi viabilistici di Varese non sono mai stati risolti a causa della endemica, incredibile contentabilità di circa il sessanta per cento dell’elettorato bosino sempre in paziente adorazione della civica imbelle amministrazxione che si era scelto.
Non è un caso che sul tracciato dell’opera più importante e più fattibile, il prolungamento di corso Europa sino a Casciago, siano sorte delle costruzioni. Non è un caso che a schiodare la giunta da Palazzo Estense per i tanti traguardi falliti non sia stata l’indignazione della gente, ma la magistratura.
Non è un caso che il polo stia tranquillamente riproponendo comandanti, subcomandanti e truppe reduci da una Waterloo amministrativa.
Evidentemente si punta sull’elevato indice di contentabilità degli elettori varesini.

Molto più abile la Lega che ha giocato la carta della novità assoluta e del grande nome per rifarsi una reputazione in termini gestionali più volte intaccata da chi la rappresentava. Una lega che per il tramite del nuovo segrtetario Binelli ha fatto convincente autocritica. Una Lega non infallibile ma certamente molto più credibile là dove ha saputo scegliere gli uomini, come in provincia.
E’ comunque alla intera casa delle libertà varesina che non si può più fare sconti, che non si deve offrire acriticamente contentabilità a dosi massicce. Anche perché l’eccesso di buonismo finisce per essere accostato inevitabilmente a termini che sarebbero una pesante, immeritata etchetta per l’intera città.

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Pubblicato il 11 Gennaio 2006
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