“Abbandoniamo la Lega, si sono persi gli ideali”
Augusto Soligon, segretario cittadino e Fabio Cozzi, militante leghista di lunga data nella sezione cittadina, si dimettono dal partito guidato da Umberto Bossi
Augusto Soligon, segretario cittadino della sezione di Solbiate Arno della Lega Lombarda Lega Nord e Fabio Cozzi, militante leghista di lunga data nella sezione cittadina, si dimettono dal partito guidato da Umberto Bossi.
Alla base della scelta dei due militanti del Carroccio «l’impossibilità di portare avanti veri ideali di autonomia ed indipendenza, sia a livello di partito che di sezione – spiegano Soligon e Cozzi -. In un movimento come la Lega Nord, nato per fare la differenza dagli altri partiti italiani, i valori di chiarezza, di trasparenza, lealtà e fratellanza sono essenziali per raggiungere l’indipendenza della Padania. In questo periodo di elezioni, però, ci siamo trovati di fronte alla non volontà da parte dei vertici di candidare uomini di principio, come Max Ferrari e Gilberto Oneto, rappresentativi della frangia indipendentista che da decenni sono fedeli agli ideali del movimento e che lottano e combattono in prima linea per ottenere la libertà della nostra terra, la Padania. Di conseguenza non ci sentiamo rappresentati dai candidati – mozzarella presentati dal partito».
Cozzi e Soligon sono polemici anche con le prese di posizione della sezione di Solbiate Arno: «Sono venuti a mancare i presupposti per una Lega chiara e corretta. All’inizio, ho presentato, in qualità di candidato segretario di sezione, il mio programma con l’indirizzo politico e amministrativo – continua Soligon -. Il mio fine era quello di riflettere sulle virtù che appartengono all’animo padano e pensare così ad una classe dirigente virtuosa ed esemplare perché senza modelli onesti è molto difficile che la società possa migliorare. Con questi presupposti si era cercato di creare, partendo dal nostro piccolo, un qualcosa di puro che avrebbe scalfito, almeno a Solbiate, quel modo di essere italiani, che ormai è radicato anche nella Lega. Anche questo nostro ultimo tentativo è fallito. Chiarezza, trasparenza, fiducia, fratellanza, correttezza e quindi anche ideologia, sono venuti a mancare per arrivismo personale. Per noi il fine non giustifica i mezzi e tanto meno siamo disposti ad agire da italiani per avere forse la Padania. Per noi, essere padani è un modo nobile di vivere tutti i giorni. Per questo resteremo comunque autonomisti, indipendentisti e soprattutto secessionisti, e semmai la Lega tornerà ad esserlo, innanzi tutto al suo interno, noi ci saremo come ci siamo sempre stati, ma a queste condizioni attuali diciamo di no».
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