«Eravamo in quindici e siamo stati circondati»
Antonia Parisotto, del moviemnto Sos Italia racconta il pomeriggio in piazza a Gallarate
«Sa qual è il nostro motto? “Le regole e la legge devono essere uguali per tutti”. Tutto qui quello che vogliamo».
Ore 18.10 di sabato 25 marzo: non sono passate neppure due ore dai tafferugli scoppiati in piazza Risorgimento a Gallarate che la voce di Antonia Parisotto, coordinatrice provinciale del movimento Sos Italia è ancora scossa. L’avvocato milanese, il lizza per uno scranno alla Camera dei Deputati col movimento «nato qualche anno fa, ma che solo da poco ha una sua connotazione politica (con la Casa delle Libertà, ndr)», come afferma, era presente questo pomeirggio alla manifestazione. «Siamo stati aggrediti – dice – mentre eravamo alle prese con l’affissione dei manifesti elettorali negli spazi a noi riservati. Eravamo una quindicina e presenti con alcune bandiere italiane. Ad un certo punto siamo stati circondati: se non fossero intervenute le forze dell’ordine non so come sarebbe andata a finire».
Ma la scelta di affiggere i manifesti con la scritta “difendiamo l’occidente” nel corso di una manifestazione islamica non le sembra una provocazione?
«Assolutamente no – spiega Antonia Parisotto – stavamo semplicemente facendo attività politica: è un nostro diritto. Casomai siamo stati noi ad essere stati oggetto di provocazione: ci hanno stracciato i manifesti ».
Ora che farete?
«Ci riserviamo di agire legalmente contro i responsabili – conclude l’avvocato – comunque la nostra attività non si ferma qui: venerdì prossimo saremo a Milano alla moschea di viale Jenner durante la preghiera isalmica che qui avviene sul marciapiede: siamo cittadini italiani e vogliamo semplicemete utilizzare il suolo pubblico che ci appartiene».
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