Montalbano non morirà
In onda i due nuovi episodi del commissario di Vigata. Il regista gallaratese Alberto Sironi svela un segreto
«Due episodi anomali rispetto ai soliti, molto intensi e più meditativi dei precedenti». Alberto Sironi si dice molto soddisfatto degli ultimi due film su Salvo Montalbano che andranno in onda martedì 7 e 14 marzo, in prima serata su Rai Uno. Il regista originario di Gallarate, che da sempre dirige la serie ispirata ai romanzi di Andrea Cammilleri con protagonista Luca Zingaretti, considera questi due ultimi episodi in maniera diversa rispetto a quelli realizzati finora: «C’è meno azione, ma sono due storie altamente italiane, entrambe parlano di amore ed entrambe riguardano il passato, raramente raccontato a falshback».
I due episodi in questione sono tratti uno dal romanzo "La pazienza del ragno", l’altro, dal titolo "Il gioco delle tre carte" è stato realizzando unendo tre racconti diversi. «Nel primo si parla dell’amore di due fratelli che si trasforma in odio, nel secondo invece si consuma una splendida storia di amore».
E Montalbano? «Lui cresce. È sempre un gran person
aggio destinato ormai a rimanere nell’immaginario collettivo dei gialli italiani – spiega Sironi, rispondendo anche alla domanda se sia vero che non verranno realizzati più film sul commissario di Vigata -. Mai dire mai. Certo Luca (Zingaretti, ndr) ha dichiarato più volte che non interpreterà più Montralbano, ma non è detta l’ultima parola. Ogni volta che i nuovi episodi vanno in onda fanno milioni di telespettatori e partono subito le repliche. Zingaretti vuole fare anche altri personaggi ed è rischioso rimanere chiusi in un ruolo. Ma non si sa mai. Sul set si è girato come sempre, non ci sono stati addii di nessun genere. E poi di storie da raccontare ce ne sono ancora molte, Camilleri è sempre contento dei nostri lavori. Vedremo in futuro cosa si deciderà».
Questi due nuovi episodi di Montalbano vede anche diverse novità dal punto di vista del cast con due personaggi noti al pubblico come Stefano Dionisi e Simona Cavallari. «Anche questa una scelta anomala per Montalbano che ha sempre puntato su fecce meno note al grande pubblico – prosegue il regista -. Sono molto contento e soddisfatto del risultato ottenuto, si riesce a scavare ulteriormente nel personaggio del commissario, a renderlo ancora più umano di quanto già non fosse».
Alberto Sironi ha tanti progetti nel cassetto e magari, anche se non si sbilancia, inizia a pensare anche al grande schermo. «Forse una fiction sulla grande guerra, ho appena letto un bellissimo soggetto, ma ci vorrà un po’ di tempo perché la storia sia pronta. Negli ultimi anni ho lavorato molto, penso che qualche mese di riposo non mi farà male».
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