No ai semafori trappola. Non passa la proposta di Bollazzi
Critiche del consigliere di Insieme per difendere Somma alle rilevazioni elettroniche dei semafori sommesi
Luigi Bollazzi, consigliere di minoranza della lista civica “Insieme per difendere Somma”, ritorna alla carica sul tema dei “semafori trappola”. Durante il consiglio comunale del 20 marzo ha esclamato: «Ci dicono che le rilevazioni elettroniche e le fotografie scattate ai semafori, sono un bene per i cittadini e per la sicurezza. Ma il 90% del motivo di queste installazioni è solo far cassa». Romano Selvini (An) ha ribattuto: «Qualsiasi strumento per salvare la vita di un cittadino è indispensabile». In definitiva, però, chi ci rimette sono soprattutto persone non sommesi, che sono solo di passaggio e vi incappano. «0,2 decimi di secondo tra il superamento della linea e lo scatto fotografico, infatti – spiega Bollazzi – servono solo ad estorcere denaro agli automobilisti e non sono un bene per la sicurezza». L’emendamento presentato da “Insieme per difendere Somma” ha proposto di elevare ad un secondo il tempo tra il superamento e la fotografia, proprio come a Varese. La tolleranza di un secondo, infatti, non lede la sicurezza e rende più umano il sistema. Ma la proposta non è passata.
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