Platinette si spoglia e diventa professore
Quattro chiacchiere con l'artista e scrittore, che potrebbe fra poco diventare insegnante di storia della televisione
Gli spettatori, a parte i colpi di tosse tra una canzone e l’altra, non si sono nemmeno resi conto di quanto lo spettacolo di ieri sera fosse stato messo a rischio dalle pessime condizioni di Platinette, che ha sperimentato nella citta giardino, con un iperraffreddamento, lo spettacolo «Più strutturato, benchè sempre senza copione» che presenterà dal 28 allo Smeraldo di Milano.
Ma tutto è bene quel che finisce bene, come conferma anche l’artista: «E’ andato molto bene, fin troppo – ha confessato Platinette – Ho notato che si sono divertiti, ma mi ha colpito soprattutto il silenzio e l’estrema attenzione con cui ascoltavano gli episodi della mia vita, spesso amari. E’ una reazione che mi ha fatto riflettere».
Ancora in costume di scena, tra un autografo e un presenzialismo della Liz Taylor de noantri (mai così a pennello, con un vestito che Platinette ha confessato di volergli copiare), conosciuta durante i caotici giorni di Sanremo, Platinette esordisce così, virando subito al serio, le quattro chiacchere riservate alla giornalista.
Una Platinette che proprio alla stampa, e proprio pochi giorni fa, ha dichiarato voler ritornare Mauro Coruzzi: «Sì l’ho detto anche se in me non c’è nulla di definitivo – confessa quando gli si chiede conferma – Ma la verità è una: quello di Platinette è un personaggio che era nato come curiosità autoriale e ha cominciato poi a diventare un mestiere. Un mestiere che si è perdipiù intrecciato con la vita: perché io ero così anche prima, non ho inventato nulla. E’ ormai dieci anni che va avanti, cioè da un tempo molto lungo: così sto pensando di andarmene, prima che mi dica qualcun altro di farlo».
L’intelligente Coruzzi, non solo paillettes e racconti «di un rompicoglioni un pò malinconico e un po’ bulimico», ma anche conduttore radiofonico, giornalista e scrittore (Lo spettacolo "Tutto di Me" è stato infatti, prima di tutto, un libro) ha sottomano una sfida interessante: «Penso ad una mia evoluzione verso l’insegnamento. Mi hanno proposto di insegnare storia della Televisione, sto pensando che sarebbe una prospettiva interessante».
E alla nostra insistenza, cercando di capire quale Ateneo si fosse interessato a questo corsoe in che regione d’Italia , la risposta è stata : «Beh, non è facile dirlo si tratta si tratta di un ambito più, direi, televisivo. Io non posso dire di più, non c’è nulla di definitivo o di concreto: solo penso sia un’idea interessante».
Alla scrivente di Dams esistenti in televisione ne viene in mente solo uno: la qualificatissima – soprattutto dal punto di vista dei professori, che sono tutti insegnanti famosi e di prim’ordine nelle loro loro rispettive materie – scuola di Amici, il programma a cui partecipa come ospite da qualche settimana. Magari è una supposizione sbagliata, ma sarebbbe carina e verosimile: e i conti, alla fine, tornerebbero, permettendo a Mauro Coruzzi di svestire i panni di Platinette nello stesso ambito in cui questi panni hanno consacrato la sua celebrità.
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