Aiutare gli altri per stare meglio con sé stessi
l’IPSIA dedica una giornata al volontariato e alla solidarietà: dibattiti, prodotti equo solidali, fotografie e sport
Una mostra fotografica sul Burkina Fasu, un ‘esibizione di tennis da tavolo della squadra nazionale di Pieve Emanuele, testimonianze, danze e canzoni dal mondo, vendita di torte in favore dell’adozione a distanza e mercato equo e solidale.
La giornata della solidarietà è un’iniziativa dello Sportello provinciale per il volontariato estesa a tutte le scuole della provincia non sede di seggio elettorale. L’IPSIA di Varese ha organizzato diversi incontri accomunati dalla volontà di far conoscere le esperienze di volontariato. “Essere solidali verso gli altri rende felici: la mia attività di volontariato mi ha permesso di conoscere persone diverse che sono poi diventate mie amiche” così introduce le testimoniante Carla Sandroni della società San Vincenzo.
Andrea Galli campione di tennis da tavolo nella categoria disabili ha racconto ad una platea di ragazzi attentissimi: “giocare a ping pong non crea molte difficoltà a chi è in sedia a rotelle tranne gli spostamenti laterali per il resto abbiamo le stesse possibilità degli altri”. Massimiliano Mondello nove volte campione italiano ha raccontato come è iniziata la sua carriera e l’emozione di trovarsi nella squadra olimpionica.
La giornata è proseguita con un’esibizione di danza indiana di una giovane studentessa e ballerina originaria delle Sri Lanka che studia danza tradizionale e si esibisce per far conoscere la cultura e la musica del proprio paese di origine.
Luo Kurukulasuruya, zia della giovane danzatrice, residente in Italia da 28 anni dice che nel nostro paese è stata accolta bene e qui ha trovato un lavoro ed u marito. “Non è semplice però per gli immigrati che sono arrivati dopo di me”, aggiunge “soprattutto se non si conosce nessuno del paese e se si ha la pelle scura”.
Tulenge-Batuvuidi Kasongo detto David è invece un rifugiato politico proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo. Ha studiato tecnologia delle comunicazioni in Russia e parla quattro lingue. David ha un bella opinione dell’Italia che gli ha dato una seconda casa a lui ed alla sua famiglia, “ma non è facile essere straniero” dice. “Alcune persone ti trattano male o ti guardano male, l’integrazione dipende anche da voi. “
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