Cinque liste per Lavena Ponte Tresa
A sorpresa l'ex-sindaco Mina Stocchi si ripresenta mentre l'opposizione va separata con Righetti da una parte e Colombo dall'altra. L'ex-vice-sindaco Roncoroni e l'esponente di An Zaccà chiudono la cinquina.
Come possa avere cinque candidati a sindaco un paese di 5600 abitanti come Lavena Ponte Tresa è un mistero anche per i suoi abitanti. Tanto è che a concorrere per la poltrona di sindaco il 28 maggio prossimo saranno cinque liste con i rispettivi candidati. La prima sorpresa la regala il sindaco uscente Donata Mina Stocchi , sfiduciato da quattro assessori solo un mese fa, che si ripresenterà ai cittadini con la lista denominata «Nuovo Corso». La ex-sindaco della cittadina del Ceresio ha deciso di ripresentarsi per la terza volta al cospetto dei suoi cittadini considerando il periodo di commissariamento del Comune un’altra amministrazione rispetto a quella guidata da lei tra il 2001 e l’inizio del 2006.
Gli schieramenti all’opposizione nell’ultimo consiglio comunale si presentano con due liste separate all’appuntamento elettorale. Nonostante questi cinque anni di opposizione congiunta Domenico Righetti sarà il candidato sindaco della lista «Lavena Ponte Tresa Civica», mentre Pier Mario Colombo si presenterà con la lista «Lavena Ponte Tresa – Obiettivo paese». Le altre due liste sono capitanate rispettivamente da Pietro Vittorio Roncoroni, già vice-sindaco nel primo mandato di Mina Stocchi, che si presenterà con la lista «Insieme si può» e Cosimo Zaccà di «Alleanza Nazionale» che si presenterà con l’unica lista politica delle cinque in competizione a Lavena Ponte Tresa. Questo lo scenario elettorale complessivo per le prossime elezioni comunali.
Tutti i candidati sindaci sono daccordo nel prevedere una battaglia all’ultimo voto che vedrà un grosso equilibrio delle forze in campo e se da un lato il pluralismo delle voci fa bene alla democrazia questa situazione potrebbe anche portare ad un frazionamento eccessivo dei voti al punto tale da non dare abbastanza forza al candidato che avrà il fatidico voto in più. Come successe a Luino l’anno scorso quando la lista di Mentasti vinse con poco più del 33% dei voti.
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