IL 25 aprile non è il 2 novembre
“Basta con i pizzini!” tuona il senatore ed ex ministro Roberto Castelli pochi istanti dopo il pasticcio della votazione al senato su Francesco-Franco Marini. Ditemi voi, ma tacciare gli avversari di mafiosità. subito dopo aver votato per Giulio Andreotti, cioè colui che per la Cassazione incontrò inequivocabilmente fino al 1980 dei latitanti di Cosa Nostra, in quale altro posto succede? Già la Lega Nord costretta a inchinarsi alla quintessenza della Prima Repubblica è un fatto che nemmeno la fantasia di un Dan Brown poteva prevedere, ma l’uscita di Castelli le supera tutte. Memorabile anche l’exploit di una neodeputata di An che a Sky, replicando a chi le sottolinea la nota sentenza della Cassazione sul divo Giulio ribatte “Questa è giustizia proletaria!”. La Cassazione è “giustizia proletaria?”. Ma pensa un po’…
SQUADRE MESSE BENE IN CAMPO – Lo schema sarà un 5-2-2-1; le urne sono di là da venire ma i segretari della Casa delle Libertà di Varese hanno deciso quale sarà la spartizione delle poltrone nella futura giunta di Varese, stropicciandosene alla grande di quel che pensano gli elettori. Anche la recalcitrante Udc è stata messa a nanna con la promessa di un assessorato. Non si sa più se indignarsi o accettare ormai la cosa come un normale rito della politica. Però, fossimo nei panni di Attilio Fontana, candidato sindaco della Cdl, saremmo incavolati come uno sciame d’api: ma insomma, lui ci metterà la faccia, la firma e qualcos’altro di fronte alla legge e agli elettori, lui riceverà l’investitura di migliaia di varesini e il copione glielo scrivono quattro segretari di partito? Già anticipiamo l’obiezione: ma Fontana è stato messo lì proprio dai partiti. Giusto, solo che i partiti sono ormai dei corpi esangui e cadenti, non certo quelli vitali e sanguigni di qualche decennio fa. E se la politica vuole recuperare .la stima dei cittadini, forse sarebbe meglio imparasse ad autolimitarsi un po’.
BIETOLONI! – Suvvia, non è così difficile da capire: il 25 aprile del ’45 è successa una cosa tutto sommato semplice, è finita la guerra, è caduta la dittatura fascista e sono state messe le basi grazie al Cln alla nuova Italia repubblicana. E invece niente: passa il tempo e al netto dei fischi alla Moratti, c’è ancora chi cazzeggia che è una data che divide, che c’era la guerra e che sì insomma ma anche i partigiani hanno fatto questo e quell’altro. Ci sono quelli come il vicesindaco di Gavirate Simone Foti (An) che scrivono a Varesenews per dolersi che quelli dell’Anpi. vogliono “rivendicare che alcuni morti valgono più di altri”. Crede, il vicesindaco, che se anziché gli uni avessero prevalso gli altri noi adesso saremmo qui a raccontarcela tranquillamente? Questa equivalenza dei morti, a costo di apparire sgradito comincia a essere un argomento un po’ logoro: il 25 aprile non è il 2 novembre e non è il caso di tirare in ballo il comunismo. Se sulle spiagge dello sbarco in Normandia i monumenti commemorano i caduti alleati e non quelli nazisti, un motivo ci sarà.
SOLD OUT – Si parla di mafia a Varese al Salone Estense e- udite, udite!- per ascoltare il pm varesino Agostino Abate la sala fa il tutto esaurito. E poi dicono che certi argomenti hanno stufato. Fossimo tra i dirigenti del centrosinistra varesino ne prenderemmo diligentemente nota: è ancora il caso di fare i ritrosi nell’usare gli argomenti della legalità in campagna elettorale? E a questo proposito: avranno quelli dell’Unione il coraggio di ricordare che la giunta uscente è caduta sotto i colpi di un’inchiesta giudiziaria e che tutti i comportamenti del sindaco decaduto sono stati ossequiosamente avallati dai partiti che lo sostenevano? E che per l’appunto degli ultimi quattro sindaci della città, tre hanno dovuto rispondere del loro operato nelle aule di giustizia?
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