L’albergo a Biumo non s’ha da fare
La conferenza tecnica dei servizi ha espresso un parere negativo sulla proposta della Camera di Commercio
Sono bastati 55 minuti per formulare un secco no alla costruzione dell’albergo a Biumo superiore. La conferenza tecnica dei servizi, composta da undici funzionari dell’amministrazione comunali, ha iniziato la propria riunione alle 15 e 10 e alle 16,05 si è chiusa con un secco "si esprime parere contrario".
La storia è ormai nota. La Camera di commercio, dopo uno studio dettagliato sulle opportunità turistiche di Varese, ha deciso di dare un forte impulso all’attività congressuale. Quale migliore struttura che non le Ville Ponti? Qualche problema viabilistico, ma il colle con il suo splendido parco, la vicinanza di Villa Panza e la vicinanza del grande aeroporto, è stato considerato un luogo ideale. Quello che manca è una struttura alberghiera di servizio. Il piano regolatore della città non permette la realizzazione di tale complesso a ridosso del parco. Da qui la richiesta di un raddoppio di planimetria.
Il 28 novembre la Camera di Commercio consegnò il progetto con un piano per la viabilità, i parcheggi e le garanzie ambientali.
Quella di settimana scorsa è la prima risposta ufficiale. Non è una risposta politica, perché il parere negativo arriva dai tecnici, ma le argomentazioni faranno discutere a lungo.
Su queste non entra la Camera di commercio. Un no comment anche un po’ seccato perché allo stato attuale nessuno ha ricevuto una comunicazione ufficiale nè tanto meno il testo integrale con le motivazioni.
Le questioni spinose sono di diverso tipo.
La prima è di tipo urbanistico proprio sull’impatto dell’albergo considerato dall’ingegner Lorenzo Colombo "eccessivo per la conformazione dei luoghi".
La seconda è di tipo viabilistico tanto da far sostenere che "la strada ad uso privato in progetto non ha i calibri sufficienti per le corsie dei due sensi di marcia. (…) Senza la nuova strada non potrà essere realizzato in quanto le strade esistenti risultano insufficienti".
L’ultimo aspetto è quello ambientale e su questo le critiche al progetto sono ancora più forti perchè si afferma che "il progetto proposto non tiene conto della necessità di tutelare e conservare quella porzione di verde urbano e non garantisce il mantenimento dei rapporti di equilibrio storicamente consolidatesi tra il sistema antropico e il sistema naturalistico". Il dirigente comunale afferma anche che "gli elementi indagati suggeriscono l’estensione del vincolo paesistico, gravante oggi solo sui parchi delle due Ville Ponti, anche alla superficie agricola caratterizzata da architetture vegetali".
Ora la questione avrà altre tappe nella prossima campagna elettorale e sarà importante capire gli orientamenti di chi si candiderà a governare la città per i prossimi anni. Non c’è molto tempo dato che la città Giardino andrà al voto tra poche settimane il 28 maggio.
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