«L’Italia di oggi non ha ancora conosciuto il miracolo»
Piero Fassino al castello di Monteruzzo dopo aver fatto visita agli operai dell’Aermacchi di Venegono (all'interno video-inetrvista)
«Dobbiamo tornare a essere un paese normale e questo la dice lunga sul momento che stiamo vivendo dopo 5 anni di governo Berlusconi». Piero Fassino ha fatto il pienone giovedì mattina al centro congressi del Castello di Monteruzzo di Castiglione Olona, dove si è recato dopo aver fatto visita anche ai lavoratori dell’Aermacchi di Venegono Inferiore. «Una grande azienda che anche a causa di un’inesistente politica estera non è cresciuta in Europa come avrebbe meritato – ha spiegato il segretario nazionale dei Democratici di Sinistra durante l’incontro di Castiglione –. Infatti finora l’Aermacchi ha tutte commissioni fuori dall’Unione Europea e questo è il risultato di politici che non hanno saputo valorizzare una politica di collaborazione con gli altri pesi».
Fassino era accompagnato dal candidato di punta dei Ds alla Camera nel territorio varesino, Daniele Marantelli, e all’incontro erano presenti il sindaco di Castiglione, Giuseppe Battaini, la segretaria provinciale della Cgil Ivana Brunato, il sindaco di Carnago, Fabrizio Taricco, il segretario varesino dei Ds, Fabrizio Mirabelli, e il candidato alla Camera sempre per i ds, Luca Carignola..
Fassino ha affrontato con determinazione diversi temi di questi giorni sottolineando fin dall’inizio che non intende insultare gli avversari, ma parlare del programma «perché l’Italia può rinascere dopo questi cinque anni in cui non sono state mantenute le promesse fatte agli italiani cinque anni fa, e gli italiani lo sanno».
«”Più” era la parola della campagna elettorale del 2001 del centrodestra: più occasioni, più opportunità, più lavoro. La maggioranza degli italiani non ha visto nulla di tutto ciò. L’Italia di oggi non ha conosciuto alcun miracolo, alcun sogno: abbiamo avuto invece crescita zero, deficit più alto, diminuzione del potere reale d’acquisto, lavoro più precario».
Il segretario nazionale dei Ds, oltre a puntare su un’Italia che può diventare la piattaforma commerciale dell’Europa attraverso il Mediterraneo, oltre a sottolineare che occorre puntare sulla valorizzazione del grande patrimonio artistico («troppo trascurato e abbandonato in questi anni», ha mirato il suo intervento proprio sul mondo del lavoro: «Si deve capire che quando si parla di lavoro, flessibilità è una cosa, precarietà è un’altra e oggi i contratti di lavoro precario hanno superato quelli a tempo indeterminato. Noi col prossimo Governo vogliamo incentivare le aziende alle assunzioni a tempo indeterminato e parificare nei diritti il lavoro precario. Dobbiamo dare speranza ai nostri figli, ai giovani: il grande problema dell’Italia è il loro futuro, non l’Ici. Nessuno di noi è contrario a questo taglio, ma vanno individuate delle risorse, fatte delle proposte concrete, non lanciando uno slogan elettorale all’ultimo minuto di un programma televisivo dove non c’era più la possibilità di replicare».
«Quello che dobbiamo fare ora – ha concluso Fassino – è parlare con tutti i cittadini, con gli indecisi e aiutarli a risolvere il loro dubbio chiedendo loro di optare per noi: Berlusconi non è la soluzione, Berlusconi è il problema. Bisgona uscire in questi giorni e spiegare a tutti quanto sia importante il voto di domenica e lunedì per far cambiare pagina al Paese».
>> Intervista Fassino su Aermacchi
(file .wmv 1 Mb)
>> Fassino: cosa dobbiamo fare ora?
(file .wmv 1 Mb)
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