«Quest’anno una ragione in più per mettere al centro i lavoratori»
Mario Agostinelli, capogruppo regionale di Rifondazione interviene in occasione della festa del Primo maggio
Mario Agostinelli, capogruppo regionale di Rifondazione Comunista rilascia una dichiarazione in occasione del primo maggio, festa dei lavoratori. Il comunicato si rivolgere ai lavoratori di Varese ed in particolar modo ai precari e ricorda gli infortuni sul lavoro dati dalla mancaza di protezioni adeguate.
«Quest’anno il Primo maggio ha una ragione in più per mettere al centro il lavoro e i lavoratori. Con la svolta di Governo determinata dalle elezioni del 9 e 10 aprile, i temi dell’occupazione, dei salari, della stabilità e della sicurezza, dopo anni di totale disinteresse da parte di una maggioranza di centrodestra impegnata soltanto a creare sempre più flessibilità e precarietà, potranno finalmente recuperare tutta l’attenzione dovuta. E ciò sarà possibile non solo se la spinta del mondo del lavoro verrà recepita, ma se saprà essere forte e in grado di imporsi».
«Lunedì avremo un Primo maggio di grande partecipazione. Un Primo maggio i cui protagonisti credo debbano essere i tanti precari, giovani e meno giovani perennemente in sospeso, impossibilitati a programmare il proprio futuro. Un Primo maggio che deve ricordare i tanti, troppi morti sui luoghi di lavoro. Perché i dati degli infortuni, anche mortali, sono davvero impressionanti. Fanno inorridire le quattro vittime, registrate la scorsa settimana, in soli cinque giorni nella sola provincia di Varese, la mancanza assoluta di prevenzione, la disattenzione dell’opinione pubblica a cui si spaccia una Lombardia ricca e avanzata che paga invece, con le vite spezzate di giovanissimi e persino di anziani oltre l’età della pensione, uno sviluppo non più solidale e una caduta di civiltà»
«I cortei lungo le strade delle nostre città parleranno ai cittadini, agli immigrati e in particolare ai giovani della straordinaria occasione che il mondo del lavoro, così dimenticato in questi ultimi anni, possa tornare ad essere, anche nel nostro territorio, luogo di diritti, cittadinanza ed emancipazione, come prevede la stessa Costituzione Italiana».
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