Si insedia la consulta regionale per l’emigrazione
Ai lavori della Consulta partecipano le associazioni, gli enti, i patronati e le istituzioni che a vario titolo sono coinvolte con i lombardi all'estero
Si è insediata questa mattina la Consulta regionale per l’emigrazione per l’VIII Legislatura. Ai lavori della Consulta, che è presieduta dal sottosegretario alla Presidenza della Regione, Raffaele Cattaneo, partecipano le associazioni, gli enti, i patronati e le istituzioni che a vario titolo sono coinvolte con i lombardi all’estero.
Al centro della prima seduta la bozza del nuovo progetto di legge regionale a favore dei lombardi all’estero, formulato in relazione ai risultati della ricerca portata a termine dall’IreR (Istituto regionale di Ricerca) in collaborazione con l’associazione "Globus et Locus" che ha delineato una "mappa" dell’emigrazione lombarda nel mondo.
"L’esaurirsi dei processi migratori proseguiti fino ai primi decenni del secondo dopoguerra, gli effetti dei passaggi generazionali successivi alla prima emigrazione, da un lato, e l’emergere, dall’altro lato, nel contesto dei processi di globalizzazione, di nuove forme di mobilità transnazionale di segmenti sociali ad alta qualificazione, hanno creato – ha sottolineato il sottosegretario Cattaneo, introducendo la seduta – un nuovo quadro di riferimento, inedito ed in costante evoluzione, che richiede contemporaneamente una nuova normativa a favore delle comunità di lombardi all’estero".
"Questo fenomeno – ha proseguito Cattaneo – ha investito il tradizionale mondo associativo rappresentativo delle comunità all’estero sia per il minore coinvolgimento diretto delle ultime generazioni sia per lo sviluppo di nuove forme associative di natura ‘funzionale’, penso ad esempio ai ricercatori, professionisti e agli imprenditori che esprimono un’identità di ruolo più che di origini. In tal senso, l’essere lombardi assume una connotazione sempre più legata alla capacità e alla disponibilità ad operare su reti che fanno capo alla Lombardia, e non solo e non tanto esclusivamente all’essere nati o all’aver avuto residenza in Lombardia". Il progetto di legge, che intende modificare l’ormai superata legge regionale del 1985, verrà costruito secondo queste premesse, valorizzando in modo specifico la presenza storica delle associazioni dei lombardi nel mondo.
"Questa Consulta – ha poi sottolineato Cattaneo – non vuole essere un ambito formale, sede di comunicazione di decisioni già prese, ma un luogo di confronto efficace e funzionale che possa dare un contributo effettivo per delineare un quadro normativo adeguato ai cambiamenti del nostro tempo che interessano le comunità dei lombardi nel mondo. Non possiamo immaginare la Lombardia senza tener presente i lombardi, ovunque essi si trovino nel mondo. Sono certo che questa sede – ha concluso il sottosegretario – e tutte le articolazioni di cui essa vorrà dotarsi, sarà di grande aiuto per arrivare a un quadro normativo e operativo soddisfacente e all’avanguardia, che possa essere di riferimento anche per altre Regioni italiane".
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