Frecce Tricolori e Ccr di Ispra, un’occasione per il territorio
Da sabato scorso guardo con sospetto i fondamentalisti del turismo, coloro cioè che vogliono fare di Varese una nuova Rimini.
Per la concomitanza di belle manifestazioni abbiamo subito un assalto senza precedenti: alla faccia di chi vuole ridimensionare il mondo cristiano, più di cinquemila giovani si sono incontrati con il cardinale
Tettamanzi al Sacro Monte mentre a migliaia si sono gustati l’anticipo della giornata aerea di Calcinate. Ieri, complici altri avvenimenti di non minore attrattiva ma organizzati nel centro storico e ai Giardini Estensi, la marea umana è aumentata a dismisura. Mi sono chiuso in casa, ma poi il richiamo del balcone è stato irresistibile quando sono arrivate le Frecce tricolori: anch’io naso all’insù, ammirando e pensando.
Ho ammirato la bravura dei nostri piloti, i migliori in assoluto, mentre facevano evoluzioni con il prodotto dell’ingegno e del lavoro di tanti nostri concittadini.Mi sono ricordato di Ermanno Bazzocchi, grande progettista e leader dell’Aeronautica Macchi, onorato da tutte le nostre istituzioni meno che da leghisti e alleati di Palazzo Estense.
Il naso all’insù mi ha riportato al tempo in cui le nostre mamme, dopo i primi mitragliamenti da parte di aerei inglesi, ce ne raccomandavano la pratica. Ma ieri è stata una vera festa di pace, alla quale hanno partecipato decine e decine di migliaia di persone.
Un’invasione storica, che probabilmente si ripeterà nel 2008 per i campionati del mondo di ciclismo. Vanno bene, benissimo queste iniziative, sono autentica promozione, ma l’obiettivo reale nostro è un turismo adeguato alla realtà, a spazi e ambiente che devono essere valorizzati e non travolti e stravolti.
Abbiamo dei… massimalisti del turismo e pure dei minimalisti: da parte di costoro c’è la richiesta di una Varese sposata alla cultura, progetto largamente condivisibile, richiesta però non accompagnata da pari attenzione alla città che si porta da anni il peso dell’ignavia degli amministratori comunali: la Varese del lavoro. Ne fa fede per certi aspetti la vicenda dell’albergo che la Camera di Commercio vorrebbe a completamento del centro congressi delle Ville Ponti.
Spazio e ambiente ineguagliabili li ho trovati sabato a Ispra dove per il secondo anno il Centro di Ricerca ha aperto le porte a circa tremila visitatori, ospitati anche a colazione!
La mano tesa della scienza per farsi conoscere di più e meglio, siti per la ricerca in un’area con 36 chilometri di strade, ospiti trasportati in pullman, impianti aperti con personale a disposizione per qualsiasi spiegazione, un formidabile successo di immagine e sostanza per il vecchio “Euratom”, oggi CCR, perché i visitatori hanno toccato con mano in quale formidabile misura si studi e si faccia ricerca nei più svariati settori, dall’alimentazione all’ambiente, come si controlli tutto quanto rappresenti salute per l’uomo europeo.
Le “porte aperte” del Centro Comune di Ispra sono già un evento culturale del Varesotto. Sta poi anche a noi di aprire le porte alla cultura del Centro.
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