Moschea: il Tar accoglie la sospensiva
Dalle motivazioni si legge che la chiusura senza termine è illegittima, ma il Tar ha ribadito la liceità del provvedimento da parte dell'amministrazione comunale

Avevamo lasciato l’ennesima puntata della soap opera sulla moschea gallaratese al giallo sull’istanza cautelare chiesta dal legale della comunità islamica Bruna Tatiana Ruperto per quanto riguarda la chiusura del capannone di via Varese. Bene, la seconda sezione del Tar della Lombardia ha accettato la richiesta di sospensiva con ordinanza numero 01211/2006: dalle motivazioni, che non entrano nel merito della questione, si legge che il Tar ha ribadito la liceità della decisione dell’amministrazione di chiudere lo stabile, mentre ha stabilito l’illegittimità della chiusura senza aver posto un termine: «Ora ci sono le carte – spiega la Ruperto -: a parte la conformità e l’agibilità dei locali, per i quali la comunità islamica stava terminando alcuni lavori di messa in sicurezza, si evince che la chiusura sine termine era illegittima, paragonabile ad un atto di esproprio. Notificheremo al Comune l’ordinanza, chiedendo la rimozione immediata dei sigilli. Ci riserviamo inoltre di chiedere i danni subiti dal centro culturale islamico a causa di un’ordinanza di chiusura illegittima e lesiva del diritto soggettivo di proprietà». Il Tar deciderà nel merito in un secondo tempo. Una data per l’udienza non è ancora stata fissata: tra 6 mesi e l’anno i tempi richiesti dalla burocrazia. Nicola Mucci, sindaco uscente di Gallarate e candidato alla poltrona di primo cittadino per altri 5 anni, in questi giorni sta pensando a tutt’altro: «Verificheremo il contenuto dell’ordinanza ed eventualmente modificheremo gli atti del Comune conformemente alle indicazioni del Tar – spiega -. Non ho ancora avuto modo di vedere le carte, nei prossimi giorni valuteremo». Dall’amministrazione comunale di Gallarate la questione viene chiarita come segue: «In riferimento alle notizie circolate nei giorni scorsi in merito a decisioni riguardanti l’immobile di via Varese che la comunità musulmana di Gallarate ha adibito a moschea e sul quale il Comune di Gallarate ha posto i sigilli – si legge in una nota diffusa da palzzo Borghi -, si comunica che il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar), nella propria ordinanza del 25 maggio scorso, ha ribadito la liceità del comportamento dell’amministrazione comunale “considerato che il pericolo derivante dalla frequentazione in massa dell’immobile per un uso diverso da quello consentito, in assenza delle condizioni di sicurezza, appare idoneo a conferire legittimità al divieto di accesso collegato all’uso diverso di fatto riscontrato”. Il Tar ha solo rilevato che il potere di ordinanza non poteva prevedere la chiusura senza l’indicazione di un termine temporale. L’amministrazione comunale di Gallarate, relativamente a questo rilievo, adeguerà la propria ordinanza, ribadendo il divieto di utilizzo dell’immobile come moschea».
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