«Noi tutti insieme per un’unica Insubria»
I candidati per il senato accademico di 'Insieme per l'Insubria' portano le proprie proposte
Una lista apartitica per migliorare la situazione degli studenti dell’Insubria, di tutte le sedi e facoltà dell’ateneo: ‘Insieme per l’Insubria’ (in foto alcuni studenti della lista) porta già nel nome la sua missione di unità, proponendosi come slogan ‘Noi tutti insieme per un’unica Insubria’ in occasione delle elezioni del 30 maggio; saranno rinnovati i rappresentanti degli studenti nel senato accademico, nel consiglio di amministrazione, nei consigli delle diverse facoltà e corsi di laurea.
In senato accademico, l’organo più alto dell’ateneo in cui sono decise le linee guida e sono approvati i piani pluriennali di sviluppo, alle scorse elezioni ‘Insieme per l’Insubria’ si era aggiudicata già tre senatori su quattro; Giovanvincenzo Di Muro (vedi foto), che si ripresenta anche quest’anno, fa un bilancio su quanto gli studenti sono riusciti ad ottenere in senato: «Innanzitutto siamo riusciti a mettere rappresentanti degli studenti in tutti gli organi dell’università, tra cui anche il Sic, che gestisce il sistema informativo dell’ateneo, e il Siba, che gestisce la biblioteca. Abbiamo fatto sentire la nostra voce anche per la creazione dei nuovi laboratori di informatica di via Ravasi e per limitare l’istituzione di nuove lauree triennali, preferendo l’attivazione delle specialistiche. La specialistica di Scienze della comunicazione sarà attivata a fine anno, quella di Ingegneria della sicurezza dell’ambiente e del lavoro nel 2007».
Quali sono le proposte di ‘Insieme per l’Insubria’ per il prossimo biennio (i rappresentanti resteranno in carica fino al 2008)? «Una nostra priorità è la creazione della mensa per gli studenti della sede di via Monte Generoso. Vogliamo migliorare l’arredo interno degli edifici, separando nettamente gli spazi riservati allo studio da quelli riservati alla mensa – non è possibile che chi sta cercando di studiare sia disturbato da chi è in pausa – e dotando ogni sede di un terminale Sifa (si tratta di terminali dove è possibile fare on line operazioni amministrative self-service, ndr). Nella sede di Busto Arsizio, ad esempio, non ci sono: è inaccettabile, considerato che alcuni documenti possono essere stampati solo dal Sifa e che quindi gli studenti da Busto devono recarsi in sede a Varese. Va curato anche l’arredo esterno delle sedi: servono luoghi dove si possa vivere l’università, con spazi alberati e tavoli».
Non mancano idee più ‘informatiche’: «Date le scomodità causate da una università i cui corsi sono disseminati in diverse sedi, mentre le biblioteche di facoltà sono in un’unico edificio, sarebbe un’idea dare la possibilità di prenotare i libri via Internet, facendoli arrivare in sede con un corriere interno. Ogni sede poi dovrebbe avere almeno un laboratorio, dando a tutti gli studenti la possibilità di usarli…servirebbe un dominio unico per accedere ai computer dei laboratori, per gli studenti di tutti i corsi e di tutte le facoltà: oggi uno studente di informatica non può usare i computer di economia perché non ha la password».
Ci sono, infine, tutta una serie di richieste che i rappresentanti di ‘Insieme per l’Insubria’ rivolgeranno alla futura amministrazione di Varese: l’allacciamento alla fognatura, l’asfaltatura, nuovi parcheggi per gli studenti per la sede di via Monte Generoso. Servirebbero anche agevolazioni economiche per gli studenti che parcheggiano in sede centrale e sono costretti ad usare i parcheggi a pagamento del centro.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.