Non c’è gusto ad essere ladri

“Houston, abbiamo un problema”: con un tono allarmato da far impallidire quello dell’astronauta Jim Lowell che sull’Apollo 13 stava andando alla deriva nello spazio, anche il centrodestra ha denunciato l’imminente catastrofe, il giudice Borrelli nominato a capo della commissione d’inchiesta sullo scandalo calcio. Quello è il problema, il fatto che un galantuomo è stato messo a far luce su uno sconcio nazionale, mica il fatto che in giro ci siano dei poco di buono. Ormai in Italia non c’è gusto a stare dalla parte dei ladri: è la cosa più conformista e benpensante che esista. Rispettare le regole, quello sì è un atto eroico: ardimentoso come l’occupazione di Fiume, dissacrante come “God save the queen” nella versione dei Sex Pistols, controcorrente come l’avanti e indietro di Jack Kerouac da un capo all’altro dell’America.

QUESTA E’ UNA NOTIZIA! – Su quale punto attaccare il candidato sindaco del centrosinistra Antonio Conte? Primo punto, scontato: rinfacciargli di stare in compagnia dei comunisti, che non guasta mai, intendendo per comunista – di qui a poco – anche chi non sa chi sia l’attuale moglie di Ridge Forrester, il mascellone di “Beautiful”. Ma il centrodestra varesino è andato oltre, imputando a Conte di aver lavorato negli uffici di Palazzo Estense durante gli anni di tangentopoli e di non essersi accorto di nulla. Abbiamo capito bene? Cioè, lo schieramento che ha visto nella lotta alla corruzione una catastrofe nazionale, un golpe delle toghe rosse, la Sodoma e Gomorra del mondo in cui viviamo, ora si dice allarmata per la scarsa vigilanza? Che poi quello stesso schieramento abbia adottato tra i suoi Richelieu alcuni reduci da quella stagione, bè quello non costituisce il minimo problema.

POLLASTRI – Fossimo nei panni (meglio, nelle piume) di un airone cinerino, di un cormorano, di un tarabuso, di un qualunque pennuto che popola le sponde del lago di Varese, saremmo incavolati neri: alcune associazioni ambientaliste hanno levato alti lai perché in occasione dell’esibizione delle Frecce Tricolori, il rombo degli aerei potrebbe avere spaventato a morte gli uccelli. Sono creature, queste ultime, che si fanno dall’Africa al polo due volte l’anno solo a forza d’ali, che se ne stanno acquattate al gelo, alla calura, alla pioggia. Sono animali, scusate il greve doppio senso, che c’hanno sotto due palle così. E dovrebbero farsi spaventare da qualche trabiccolo volante? Chissà perché in una parte dell’ecologismo prevale sempre e comunque questa visione catastrofica e diabolica della presenza umana, contrapposta al divino disegno della natura. Andate a chiederlo ai dinosauri, cosa ne pensano del magico disegno della natura.

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Pubblicato il 27 Maggio 2006
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