Per cinquantamila voti in meno
Unione e Cdl si sono equamente spartiti i voti persi ripetto alle elezioni politiche. Un voto che parla solo maschile
L’euforia per la schiacciante vittoria o la cocente sconfitta lascia il posto alle analisi del voto. Gli "esperti" saranno così al lavoro tra numeri, percentuali e valutazioni diverse.
Il conto dei voti lo facciamo sulle grandi città.
Il primo dato rilevante è l’affluenza alle urne che continua ad oscillare. Rispetto alle elezioni politiche i due schieramenti insieme perdono oltre 50mila voti. Alla faccia di tutti i ragionamenti di chi beneficia dell’astensionismo gli elettori hanno "punito" equamente i due poli. L’Unione rispetto ad aprile perde circa 24mila voti e 27mila il Polo. Il dato è più o meno marcato a seconda della città, ma sostanzialmente è simile. Se si fa un confronto con le passate amministrative il centrosinistra arretra di 2.500 voti e il centrodestra di 8.000. Rispetto a questo invece Varese è in controtendenza perché qui lo schieramento di Conte avanza di mille voti mentre quello di Fontana conferma i suoi voti di quattro anni fa.
Il secondo dato può apparire come un già sentito, ma è inquietante. Il Varesotto è terra solo di maschi. Il palmares va a Gallarate: nessuna donna su trenta consiglieri. Non è tanto meglio a Varese dove siederanno in salone Estense solo due donne e a Busto con cinque. Per un totale di sette donne su cento consiglieri. E questo risultato non è ancor più terribile grazie alla Cdl perché cinque delle sette sono espressione del Polo (3 Lega e 2 Forza Italia). Non bastano le affermazioni a Caronno Pertusella e a Casale Litta perché a queste fanno eco le sconfitte di altrettante a Castellanza, Oggiona e Lavena Ponte Tresa.
Il terzo dato è che non c’è stata alcuna sorpesa. Il ruolo delle liste civiche non ha cambiato di un millimetro gli equilibri in campo. Rosa e Porfidio a Busto, Castano a Gallarate e Nicoletti a Varese registrano un dato elettorale modesto e che non influenzerà, almeno nei numeri, nessuna amministrazione. Le città confermano la loro tendenza politica. Un voto moderato che premia sempre i partiti del centrodestra.
Il quarto dato è l’andamento dei singoli partiti. Due grandi sconfitti: Alleanza nazionale e Rifondazione comunista. Il partito di Fini paga la presenza di tre liste di "disturbo", ma questo non basta a spiegare un crollo così pesante. La lunga avanzata è già finita e il gruppo dirigente locale avrà di che studiare per capire le ragioni del voto.
A Varese An perde 3.000 voti rispetto alle politiche e 800 rispetto alle amministrative. A Busto un secco – 3.000 rispetto ad aprile e -1.600 rispetto al 2002. A Gallarate – 2.400 rispetto alle politiche e -700 rispetto al 2001.
Il totale dei numeri è davvero impetoso: – 8.400 voti rispetto alle politiche e – 3.100 rispetto alle amministrative.
Se An piange, non ha tanto da ridere nemmeno Forza Italia che deve al suo sindaco Mucci un autentico miracolo, forse unico in Italia perché gli azzurri a Gallarate fanno un balzo avanti sia rispetto alle politiche che alle amministrative. A Varese e Busto Forza Italia tiene con piccole emoragie rispetto al 2002 ma lascia sul campo 11mila voti rispetto alle politiche
A sinistra è Rifondazione a uscire con le ossa rotte sia rispetto alle politiche che alle amministrative. Anche per Ds e Margherita i conti rispetto alle politiche sono severi per la perdita di 11.500 voti.
Hanno invece di che rallegrarsi l’Udc che avanza ovunque e il Pdci che entra per la prima volta in consiglio a Varese con un risultato che vede raddoppiati i propri voti.
Ultimo aspetto è il voto alla Lega. Anche qui c’è un grande vincitore ed è Fabio Binelli. Ha fermato un trend che vedeva il Carroccio ormai sul baratro. A Varese la Lega mantiene tutti i propri elettori sia rispetto alle politiche che alle amministrative del 2002. Magra consolazione, ma almeno questo permette di vincere, portare a casa il sindaco e restare la roccaforte del movimento in una città dove certo non aveva brillato per come aveva amministrato. Fumagalli non ha lasciato segni e non è poco. A Busto e Gallarate invece non si arresta la frana dei voti con un -3.800 rispetto alle politiche e 3.400 rispetto alle amministrative.
La Lega non sarà determinante a Gallarate e anche a Busto non potrà più avere il peso delle ultime amministrazioni.
Un momento delicato per il Carroccio che si gioca una buona parte del proprio futuro politico al referendum sulla riforma costituzionale.
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