Quei candidati…gregari disperati

Avendo Luigi Barzini stabilito che fare il giornalista è meglio che lavorare mi affrettai – era l’inizio degli Anni 50 – a lasciare gli studi di legge. Da giornalista a fare l’avvocato difensore ogni tanto ci provo: credo di avere alle spalle una casistica non brillante peraltro non rinuncio mai se intravedo una minima possibilità di giovare a chi, nei processi intentati dalla stampa, finisce sul banco degli imputati. Questa volta la causa è disperata considerando la statura di chi ha mosso l’accusa, per di più come sempre documentata. Claudio Del Frate nel suo post it censura i pirati dei manifesti elettorali che occupano spazi abusivamente o fanno concorrenza sporca e stigmatizza pure i candidati che affidano i loro “santini” ai bimbi del catechismo o ai venditori di fiori che stazionano ai semafori.
Mi sento di andare in soccorso a chi sfrutta la… mano d’opera minorile o i fiorai abusivi. Credo che la loro sia legittima difesa. Le elezioni hanno come mattatori i candidati a sindaco, persino i partiti sono oscurati dai loro rappresentanti che sorridono dai muri di tutta la città e sono gli unici ad avere accesso, enorme, ai dibattiti offerti dai mezzi di informazione.
E i candidati a sindaco hanno a loro disposizione auto in corteo e manifestazioni varie a cui partecipare, senza contare che i volontari dei singoli partiti sono impegnati a distribuire nelle case e ai passanti volantini e “santini” esclusivamente dei leader in lotta per la prima poltrona della città. Che devono fare allora i candidati a consigliere comunale? Questi umili e trascurati gregari s’arrangiano come possono e se uno ha un figlio a catechismo gli dobbiamo impedire di far sapere ai genitori di tutti gli altri bambini che uno di loro “corre” per il Palazzo?
Non li ho mai visti così giù, così disperati questi candidati: abbandonati al loro destino possono fare gesti disperati, quindi invoco la legittima difesa dallo strapotere dei padroni della coalizione, in subordine lo stato di necessità.
Va in ogni modo difeso l’onore di una categoria dove tra l’ altro ci sono molti gentiluomini. Il ciellino Colombo accetta i “santini” di altri candidati: una traversata del centro storico gli riempie le tasche e lui le vuota compitamente a casa. Perché li raccoglie e se li tiene tutti? Perché non finiscano nelle mani di un altro cittadino al quale potrebbero venire brutte idee sulla scelta di voto.
Carlo Manzoni nei pressi del Garibaldino offre il suo santino con religiosità pari a quella riservata alle schede per l’elezione del presidente del senato. Come a dire non sprecate il voto.
Gli occhi imploranti di Franco Prevosti, vecchio liberale, si fanno invece precedere da un simpatico matitone elettorale. Un altro, Franco Tettamanti, sta rimontando nella classifica dei candidati meno noti
offrendo agli amici, agli estranei non gli riesce, un divertente oroscopo con tutti i segni zodiacali che promettono grandi cose varesine a chi lo voterà. I diessini o i progressisti che in genere non danno preferenze dovrebbero premiare questa capacità di sorridere e far sorridere.
E’ importante averla a Palazzo Estense, dopo la lunga messa da requiem della Fumagalli Band.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Maggio 2006
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