Ufo, laser o simpatici burloni?
A due giorni dalla scoperta dei presunti "crop circles" continua il pellegrinaggio di curiosi e nascono ipotesi di ogni tipo
A due giorni dalla scoperta dei presunti "cerchi nel grano" in due campi di Carbonate e Mozzate non cessa il pellegrinaggio di curiosi che – chi con vero interesse, chi esternando il massimo scetticismo e chi con finta nonchalance – fanno la spola per vedere da vicino il fenomeno. Nelle due vie interessate (via Silvio Pellico a Carbonate e via Prati Vigani a Mozzate) il via vai è continuo. Arrivano nonne con i nipotini, moltissimi pensionati, giovani con il tiro un po’ da "x-files" e insospettabili casalinghe. Si formano capannelli, c’è chi ne approfitta per mangiarsi una pizza e, soprattutto, ognuno dice la sua, in un variopinto pout-pourri di ipotesi.
Via Silvio Pellico, Carbonate. Il campo di orzo è recintato con il nastro bianco e rosso stile protezione civile, ma nonostante il sottinteso invito a non calpestare ulteriormente il futuro raccolto, in molti non resistono alla tentazione e percorrono in lungo e in largo le tracce – per nulla regolari – lasciate dai presunti Ufo.
"Sono scettico – dice Antonio Oliva, pensionato di Carbonate (nella foto qui a fianco) – sto vedendo cosa è successo, sa ne hanno parlato anche alla tv. C’è chi dice di aver sentito rumori e visto luci, ma io che abito a poche decine di metri da qui non ho visto nè sentito nulla". Interviene la moglie Gianna: "Per me non può essere stato il vento, le piante sono troppo schiacciate e nemmeno persone, chi concia così un campo? Qualcosa c’è".
La signora viene immediatamente smentita da un nuovo arrivo: "Ma che Ufo e Ufo è stata la tempesta – dice ridendo la simpatica signora Milena Volontè – quando ero bambina mi ricordo benissimo che dopo tempeste di grandine e temporali, i campi avevano spesso queste strisce schiacciate così". Al crocchio si aggiungono Claudia Cimarelli e il marito, entrambi scettici sull’ipotesi Ufo: per la prima è stato "un bello scherzone", per il secondo il vento. Anche il piccolo Alberto, due anni (nella foto), vuol dire la sua: "C’è la ruspa che prende l’Ufo e lo porta via".
Passa un contadino sul trattore che dall’alto ci guarda tutti scuotendo la testa (foto), con evidente disprezzo per tanta credulità: "Ma quali Ufo, ma come si fa a credere a queste cose, ve lo dico io cos’è successo: le piante sono andate giù perchè hanno messo il concime troppo forte!". Intanto tre ragazzi venuti apposta da Lentate sul Seveso per osservare il fenomeno, perlustrano in lungo e in largo le zone schiacciate del campo.
"Ma non avete ancora visto niente – dice improvvisamente un signore arrivato in auto – venite con me, a 500 metri da qui ce ne sono di più belli". Una parte degli astanti si accoda all’improvvisato "cicerone ufologico", diretta verso la strada che conduce alla discarica di Mozzate, in via Prati Vigani. Anche qui un campo con caratteristiche analoghe al primo, ma qualcuno dice che si tratta di avena.
Qui, in effetti, le tracce sono molto evidenti e presentano una regolarità sconcertante (foto qui sopra), disegnando una specie di griglia, a mo’ di termosifone: due strisce di piante schiacciate lunghe una cinquantina di metri e larghe 4 metri, alle due estermità del campo, congiunte da una serie di strisce più strette, estremamente dritte, lunghe almeno un centinaio di metri. "Pensi che sono passato di qui martedì mattina mentre andavo a correre – dice con una certa soddisfazione Bruno Ravazzani, atletico 73enne (nella foto) – e ho proprio pensato ‘vedrai che dicono che sono stati gli Ufo’ e poi l’ho visto sul giornale e alla Rai Tre". Anche il signor Bruno, però, si unisce alla schiera degli scettici.
Al gruppo si aggiungono Ottavio Tiozzo, 47 anni, imbianchino in cerca di lavoro (nella foto qui a a fianco) e Antonio Stocco di 66 anni, appassionati di vita extraterrestre e convinti sostenitori (finalmente!) della tesi Ufo. "Per me c’è qualcosa, è un avvertimento, un segnale", dice Stocco. Ancora più convinto l’amico Ottavio: "Non sono persuaso al 100%, ma al 99,9% sì, sono stati loro, una persona non può fare cose del genere e nemmeno il vento può spiegare la regolarità di queste strisce. Ci stanno mandando segnali, vedrà che presto qualcosa succederà".
Mentre i tre ragazzi di Lentate sul Seveso raccolgono campioni di graminacee con gli steli deformati, si avvicinano al campo due uomini che riaprono il dibattito con un’ipotesi originale: "Per me è roba militare – dice uno dei due, che non vuole assolutamente uscire dall’anonimato – Stanno provando nuove armi, secondo me sono laser. Si stanno addestrando a colpire obiettivi molto precisi, in modo da distruggere qui e lasciare intatto lì. Guardate questo campo e capirete".
Si continua a discutere e a scattare foto, mentre il rumore di un elicottero che sorvola la zona aggiunge un tocco di pathos all’inatteso quarto d’ora di notorietà dei campi d’orzo tra Mozzate e Carbonate.
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