Valle Imagna, un angolo di natura incontaminata

Situata nelle prealpi bergamasche si trova ad una cinquantina di chilometri da Milano

Situata nelle prealpi bergamasche, la Valle Imagna si trova ad una cinquantina di chilometri da Milano (20 Km dalle uscite dell’A4 di Bergamo e Dalmine). Vallata isolata, racchiusa dai monti, ha conservato una natura incontaminata: verso la pianura, dolci campagne dove incrociano le geometrie precise dei filari, verso l’alto splendide e selvagge montagne disegnano un’oasi di pace.

Diciassetti i Comuni che la popolano, ricchi di storia e di testimonianze che descrivono l’identità della Valle e dei suoi abitanti.

Costa Valle Imagna

Costa si trova sui fianco destro del territorio della Valle Imagna, lungo un terrazzo pianeggiante, nel versante nord orientale del monte Tesoro (metri 1432).

La chiesa parrocchiale, dedicata alla Visitazione di Maria Vergine, si rese autonoma sin dal 1600 e l’attuale edificio è frutto di alcuni interventi edilizi che tra Ottocento e Novecento ne ultimarono l’attuale assetto architettonico.

Sulla parte a destra del presbiterio si può ammirare la bella tela della Visitazione attribuita a Gian Paolo Cavagna, mentre l’affresco della tazza presbiterale (1895) è opera del pittore valdimagnino Antonio Sibella

Di particolare interesse per il visitatore sono i numerosi esempi di edilizia d’impronta Liberty, frutto dello sviluppo turistico che Costa Valle Imagna ebbe intorno agli anni Venti del secolo scorso: l’ex albergo Mazzoleni (ora riattato), Villa Maria, Villa Teresa e numerose altre ville e villini sparsi un po’ ovunque, denotano l’importazione di modelli stilistici tipici dell’architettura di villeggiatura degli inizi del Novecento e danno ai luoghi un tocco di suggestiva esclusività.

Fuipiano Valle Imagna

Fuipiano Valle Imagna è posto in posizione panoramica all’estremità settentrionale della Valle Imagna. La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è per la sua posizione e per i tesori d’arte in essa contenuti, tra le più belle e importanti di tutto il territorio.

Fu eretta nel 1561 e riattata nel corso del ‘700 quando vennero eseguiti gli affreschi di Giuseppe Orelli nella navata interna; tra i dipinti si segnalano la Madonna delle Grazie con i Santi Sebastiano, Rocco e Giovannino di Giacomo Francia da Bologna (1535), una Immacolata di Giovanni Chizzoletti (1741) e alcune pregevoli tele di Francesco Quarenghi, nonno di Giacomo, il grande architetto valdimagnino del ‘700.

Di grandissimo interesse storico e architettonico è la frazione di Arnosto, antica sede della dogana veneta fino al 1797; nell’abitato, formato da due fitte schiere di case che si affacciano su una breve mulattiera, sono incastonati alcuni edifici di notevole valore artistico come la piccola chiesa e l’austero palazzo della dogana della Serenissima con i caratteristici tetti in lastre calcaree sovrapposte. Da qui passava la linea di confine tra il Ducato di Milano governato dai Visconti e la Serenissima e rappresentava l’ultimo avamposto, il lembo più occidentale del territorio dominato da Venezia.

Roncola San Bernardo

Collocata sui versante occidentale della Valle Imagna in splendida posizione panoramica, Roncola San Bernardo offre al turista una vasta gamma di strutture ricettive, ristorative e di soggiorno che la qualificano quale località di intensa villeggiatura, anche se per un turismo stanziale prevalentemente primaverile ed estivo.

La parrocchiale dedicata a San Bernardo, a navata unica scandita dal ritmo degli archi longitudinali delle cappelle, conserva – oltre a una Vergine in gloria attribuita a Gian Paolo Cavagna – un bellissimo politico di Giovan Battista Moroni raffigurante la Madonna col Bambino e Santi.

La trecentesca chiesa di San Defendente sorge invece nei pressi di un interessante nucleo fortificato poco discosto dal centro del paese; la semplice struttura architettonica è impreziosita da un ciclo di affreschi di Angelo Baschenis risalenti al XV secolo. Notevole è il reimpiego di un bel capitello romanico come acquasantiera della chiesa stessa. Nelle vicinanze di San Defendente sorgono alcune dimore civili di notevole antichità e dalle caratteristiche strutturali e architettoniche assai rimarcabili.

San Bartolomeo: San Tomé

La chiesa di San Tomé è ad Almenno San Bartolomeo, in una località chiamata Agro, in prossima alla confluenza del Torrente Tornago nel Fiume Brembo. Nonostante le ricerche condotte negli anni Ottanta, le origini di questo tempio sono ancora oggi avvolte nel mistero. L’edificio a pianta circolare, uno dei pochi rimasti nel Nord Italia, secondo studi recenti risalirebbe agli anni 1130 – 1150 e sarebbe stato costruito sulle fondazioni di un pre-esistente edificio altomedievale. Gli scavi archeologici condotti nel 1984, nel 1988 e nel 2000 hanno individuato numerose sepolture all’esterno del tempio, risalenti ad un periodo compreso tra i secoli IX e XIV.

Durante gli scavi sono emerse tracce di una fondazione di grosso spessore che correva concentrica al tempietto, forse i resti di un piccolo protiro. Il complesso di San Tomé dopo il 1407 fu trasformato in un cascinale, nel quale soggiornarono fino a tempi recentissimi i contadini del Beneficio Parrocchiale di Almenno San Salvatore.

La storia di San Tomé ha registrato alcuni eventi calamitosi che ne hanno in parte modificato la struttura: un incendio causato dai Guelfi nel 1403, i fulmini del 1672 e del 1885. I restauri del 1704 e quelli successivi del 1895 apportarono consistenti modifiche alla copertura, alla lanterna e al pavimento.

Il monumento è costituito da tre cilindri sovrapposti, nei quali ad est si innesta il presbiterio con l’abside, posteriori alla rotonda di qualche decennio. La muratura è in pietra squadrata, segnata da esili semicolonne e lesene. Archetti pensili contornano i primi due cilindri, al di sotto della copertura.

L’edificio presenta sottili monofore che creano suggestivi fasci di luce all’interno. L’abside appare costruttivamente più evoluto, sia per la disposizione degli archetti pensili ad incrocio, sia per la presenza di decorazioni in laterizio del sottogronda.

Lo spazio interno risulta particolarmente suggestivo in quanto racchiuso da pareti circolari e da colonne, che al piano terra appaiono assai robuste e definiscono la galleria, mentre al piano superiore risultano estremamente esili. Splendida la decorazione scultorea dei capitelli delle otto colonne della galleria inferiore e del matroneo. I capitelli, diversi per epoca e foggia, sono recuperati da precedenti costruzioni; alcuni sono capovolti, altri, arricchiti con decorazioni zoomorfe e umane, contribuiscono ad aumentare la suggestività del luogo.

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Pubblicato il 26 Maggio 2006
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