L’antenna se ne è andata
L'impianto di telefonia mobile di via Deledda è stato disattivato e trasferito a Venegono Superiore
L’antenna della discordia è stata spenta. O meglio, trasferita. Nei giorni scorsi Omnitel, il gestore dell’antenna di telefonia mobile installata in via Deledda, che negli anni scorsi era stata oggetto di molte polemiche e di una serie di ricorsi e controricorsi, ha deciso di disattivare l’impianto, che è stato trasferito in una postazione già installata a Venegono Superiore.
La vicenda era partita nel mese di febbraio 2002, quando il Comune comunicò alla cittadinanza, con un manifesto, che varie società di telefonia mobile stavano presentando un piano di collocamento dei loro impianti sul territorio, invitando i cittadini stessi a presentare eventuali osservazioni. La presa di coscienza della popolazione sui possibili rischi dovuti all’inquinamento elettromagnetico e la scoperta dell’esistenza di un’antenna già attiva su un terreno privato (quella di via Deledda, appunto) diedero il via ad una raccolta di firme, in base alla quale l’Amministrazione decise di individuare un terreno dove collocare in sicurezza le antenne e intimò al gestore dell’impianto di via Delledda di disattivare l’antenna. Seguirono numerosi incontri degli amministratori pubblici con la popolazione, un’assemblea con l’intervento di esperti in questo campo e un incontro con i gestori di telefonia, tutti con grande partecipazione di pubblico.
Tra i ricorsi presentati dal gestore e i tempi tecnici legati ai vari procedimenti, passarono diversi mesi e alla fine l’antenna di via Deledda ottenne un permesso provvisorio per una durata di 6 mesi. "Sono passati almeno altri tre anni – dice il sindaco Pierluigi Oblatore (nella foto) – ma i tentativi di trovare una soluzione sono proseguiti e ora siamo giunti all’epilogo. A volte una costante azione di ‘diplomazia’ ottiene più effetti del muro contro muro".
La situazione di via Deledda, comunque, non dovrebbe più ripresentarsi. Il Comune di Venegono Inferiore ha infatto individuato ed inserito nel Piano regolatrore un’area, ai confini con Tradate, in una zona non abitata, dove i gestori di questo tipo di impianti devono installare le antenne, e anche recentemente due domande per inserire impianti di telefonia in altri contesti sono state rispedite al mittente.
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