Ma la patria si serve anche sparando balle a pagamento?

Dove si scopre che c’è rissa e rissa, quartiere e quartiere, nonché giornalista e giornalista

E’ giusto indignarsi e sottolineare le dichiarazioni del solito Calderoli, che l’indomani della vittoria azzurra ai mondiali, ha detto che la Francia ha perso perché in squadra schierava “negri, islamici e comunisti”? Sì, è giusto perchè il suddetto, fino a pochi mesi fa ministro della repubblica e autore di quella che avrebbe potuto essere la nuova costituzione, è tuttora vicepresidente del Senato, non uno che spara le sue bischerate da un’osteria. E non a caso in Francia, molto più che in Italia, le sue parole sono state prese sul serio. Un motivo in più per ammirare la Francia (anche se abbiamo tifato Italia ai Mondiali).

PENSIERO PERIFERICO – Lo scorso fine settimana è scoppiata una rissa in un locale di viale Belforte, risoltasi con un paio di denunce e un paio di contusi e la notizia è finita sui giornali in una breve o poco più. La settimana precedente una rissa, più o meno identica, avvenuta alle Bustecche aveva riempito lenzuolate intere con pensosi giudizi sul “quartiere ghetto”, sempre alle prese coi suoi problemi o sul “quartiere ghetto” snobbato dai politici. Ma se i due episodi sono sostanzialmente uguali, perché questa differenza di giudizio? A volte la pigrizia mentale gioca brutti scherzi ed è sempre comodo affidarsi a luoghi comuni per rimettere assieme i cocci di una realtà che ci sfugge di senso. Viene da dare ragione alla lettrice di Varesenews Barbara Abbiati la quale in una mail ricorda, di fronte a episodi simili, che esistono pur sempre il libero arbitrio e le responsabilità dai singoli. Non è che questo esaurisca in toto i problemi, ma se non altro ci pare un buon inizio.

I CROCIATI IN PANTOFOLE – Salone Estense pieno come un uovo per ascoltare Vittorio Feltri, direttore di Libero, giornale per varie ragioni al centro dell’attenzione. Il successo dimostra, semmai ce n’era bisogno, quanto sia diffuso quel pensiero neo – con che non va troppo per il sottile e non perde tempo in troppe analisi. Tutti a tessere le lodi di Feltri per l’originalità della sue posizioni, nessuno che gli abbia chiesto conto delle molte panzane pubblicate dal suo giornale nella sua pur breve storia. Ad esempio quella secondo cui i voli degli aerei Cia per rapire Abu Omar furono autorizzati da Prodi, ai tempi presidente della Ue. Oggi s’è scoperto che quel falso era stato confezionato ad arte dal Sismi e che il giornalista autore del pezzo prendeva pure soldi sottobanco dai servizi segreti, ma il peccato viene perdonato in nome del fatto che stiamo combattendo la “quarta guerra mondiale”. Come se confezionare balle sul leader dell’Ulivo possa far recedere Al Qaeda dai suoi propositi. D’accordo che la patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di benzina, ma qui siamo al minimo dei minimi.

LIBERTE’ ET EGALITE’ POUR L’MV – Evviva, siamo un paese e una città con spirito laico. Lo dimostra il gesto di ribellione alla più recente forma di religione da cui siamo stati assaliti: quella per la vittoria ai Mondiali. Per carità, tutti abbiamo gioito e ci siamo sgolati per il successo sulla Francia, però questo non deve far perdere un sano esercizio della ragione. Prontamente scatenatosi, grazie anche alle pagine di Varesenews, su un curioso episodio: la decisione dell’Mv Agusta di Schiranna di regalare fiammanti moto a Cannavaro e compagni proprio nel mentre è in gioco il licenziamento di 50 dipendenti della suddetta fabbrica: il sindacato ha dichiarato uno sciopero di protesta, i lettori hanno dibattuto sui pro e i contro della scelta. Ora, qui non si vuole prendere posizione per l’una o per l’altra parte ed entrambe le posizioni hanno i loro perché. Ci fa piacere notare che l’esercizio della ragion critica ha permesso di violare un tabù troppo presto divenuto fastidioso, quello della sacralità della vittoria ai Mondiali. Dopo le scene viste al Circo Massimo avevamo avuto qualche timore.

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Pubblicato il 15 Luglio 2006
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