Tsi in Italia: basta un decoder?

Ecco tre modi per continuare a vedere la tv svizzera in Italia. Ma nessun sistema darà garanzie

Qualche giorno di astinenza da TSI, e già alcuni si sono dati all’assalto dei decoder per il digitale terrestre, nel tentativo di ritrovare sul proprio televisore le trasmissioni alle quali ci si sentiva più affezionati. Secondo una nota diffusa ieri mattina dalla segreteria generale della Regio Insubrica «i modelli in vendita in Italia sono perfettamente in grado di decodificare anche i segnali provenienti dalla Svizzera».

L’informazione è stata data da RTSI, ed è sicuramente vera, ma nella pratica le cose non sono sempre così facili. Sicuramente installando il decoder, se si è in grado di captare il segnale, questo sarà correttamente interpretato, e sarà quindi possibile vedere non solo TSI1 e TSI2, ma anche TSR e SF1. Ma secondo chi fa questo mestiere, la ricezione del segnale non è garantita. Per capire il perchè, abbiamo contattato Marostica Sky di Caravate, una società che opera nella nostra area da molti anni, effettuando installazioni per il digitale terrestre in tutta la provincia, e che quindi ha un buon polso della situazione.

I tecnici hanno confermato i nostri sospetti: se precedentemente le nostre aree erano ben servite dai canali H e 36, ora questi non sono stati convertiti al digitale. Quindi la copertura, ora, è da riferirsi al canale 57 per la parte nord della provincia (Luino, Valcuvia, Laveno), mentre per la parte di pianura il canale di riferimento è il 39. La copertura di questi canali è a macchia di leopardo, anche per limiti tecnici del digitale, che teme maggiormente gli ostacoli rispetto all’analogico, e il nostro territorio è contraddistinto dalla presenza di molte colline.

Decisamente inferiore, invece, risulta il rischio di interferenze con i canali italiani, visto che con il digitale la spartizione delle frequenze sarà più ordinata. Il decoder, quindi, può servire, ma per essere sicuri è meglio rivolgersi preventivamente al nostro tecnico di fiducia.

Un’altra soluzione consiste nel ricorso alla ricezione digitale non terrestre, ma satellitare. Tuttavia anche qui gli ostacoli ci sono e, anzi, sono superiori. Per vedere i canali della RTSI tramite satellite, infatti, è necessaria una smart-card chiamata Sat-Access, da inserire in un decoder set-top-box. Questa scheda costa 50 franchi e, comunque, viene venduta esclusivamente ai cittadini svizzeri o, in casi particolari, ai cittadini svizzeri che risiedono all’estero.

Al momento, quindi, inevitabilmente qualcuno dovrà rinunciare realmente a TSI. Una soluzione temporanea (o forse un surrogato), ma valida per tutti, può essere quella dello streaming su internet. Alcune trasmissioni, come il telegiornale o il mitico meteo, sono rese disponibili online. Per vederle scaricate prima Real Player, e poi visitate il sito ufficiale di RTSI.

Si tratta di tre vie perseguibili, in attesa del tanto vociferato canale di RTSI creato appositamente per l’Italia. Sicuramente i contatti con Rai e Mediaset sono attualmente in corso, e il network svizzero non sembra avere l’intenzione di perdere questa occasione. Tutto, comunque, rimane ancora a livello di ipotesi, mentre si parla di una programmazione sperimentale di quattro ore giornaliere. Quattro ore di diversità dal panorama televisivo italiano, che di sicuro ci farebbero bene…

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Pubblicato il 25 Luglio 2006
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