Un accordo per il futuro dell’Isola Comacina
Il piano, al quale partecipa anche Regione Lombardia, prevede 16 interventi, per il valore di 14 milioni di euro
Nel cuore del lago di Como esiste un patrimonio artistico mai valorizzato abbastanza, l’isola di Comacina. La sua origine sembra antichissima, tanto che alcuni storici ipotizzano che la città di Comacchia (da cui deriva il nome) sia stata costruita in epoche in cui il Mare Adriatico copriva la Pianura Padana, arrivando fino al Lario. Molto vicina alla costa (dalla quale lo separa un breve tratto di lago chiamato Zoca de l’Oli, per via delle acque lisce come olio), in realtà l’isola ha vissuto sempre una vita separata.
Per capirlo basti pensare che nella guerra di Milano si schierò contro Como, una scelta che spinse poi i comaschi a distruggerla. L’isola passò di mano in mano attraverso diversi proprietari, fino ad appartenere al re Alberto I del Belgio, che la donò all’Italia solo durante la prima guerra mondiale.
In tutto questo tempo su un territorio così piccolo, si sono sedimentati secoli di storie, leggende, opere d’arte e testimonianze, da conservare. E proprio a questo scopo è stato presentato questa settimana l’unico Accordo Quadro della Lombardia dedicato esclusivamente alla cultura, un patto molto importante che, in realtà, risale al 2005, e da allora raccoglie molti progetti per la riqualificazione dell’area comasca. "Magistri comacini", come è stato chiamato l’accordo, è stato sottoscritto da 21 enti, e prevede 16 interventi di recupero di altrettanti beni culturali, architettonici e archeologici, per il valore di oltre 14 milioni di euro.
In occasione dell’incontro sono stati presentati i lavori in stadi già avanzati, che sono apparsi particolarmente promettenti. Tra i molti firmatari dell’accordo ci sono anche Regione Lombardia, Provincia di Como, Fondazione Cariplo e l’Università dell’Insubria. Secondo Edgardo Arosio, assessore provinciale alla cultura di Como, l’obiettivo di questi lavori è quello di promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio. Come dire: dopo mille storie, ora l’isola di Comacina è pronta a vivere in pieno anche una vocazione turistica, indossando un abito che certamente porterà al meglio…
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