Acqua azzurra, acqua chiara, grazie all’ozono
Installato presso il depuratore di Sant'Antonino un apparato per la disinfezione e chiarificazione tramite ozono delle acque reflue. Il presidente Verderio duro con la stampa dopo le accuse di un mese fa
Il Consorzio Arno Rile Tenore, che gestisce le acque di un ampio bacino idrografico inclusivo della
parte centrale e sudoccidentale della provincia, e Sogeiva, gestore del depuratore consortile di Sant’Antonino di Lonate Pozzolo, passano al contrattacco dopo le accuse lanciate un mese fa da Legambiente Galliate (NO) e riprese da organi di stampa e televisioni nazionali. Gli ambientalisti novaresi vedevano carenze nella gestione della
depurazione dell’Arno, a loro dire responsabile del cattivo stato di
salute delle acque del "fiume azzurro" – un mese fa il Ticino era peraltro ridotto ai
minimi termini dopo mesi di siccità.
Le parti accusate rispondono oggi con i fatti, presentando il nuovo e moderno impianto per la chiarificazione delle acque reflue tramite ozono. "Il problema del colore dell’acqua è essenzialmente estetico" minimizza Modesto Verderio (foto), presidente del Consorzio Arno Rile Tenore. "Comprendo comunque che per i bagnanti del Ticino non sia il massimo vedere acqua resa scura dai residui dei coloranti di tintorie e tintostamperie bustesi e gallaratesi. Anche per loro abbiamo adottato questo nuovo sistema, che va ad affiancarsi alla fitodepurazione (impiego di piante acquatiche per purificare l’acqua, ndr) già in funzione da qualche tempo con buoni risultati". Verderio è molto duro circa le polemiche di un mese fa: "Giornalisti poco professionali hanno diffuso notizie false circa l’impianto di San’Antonino; quelli seri invece hanno sentito anche l’altra campana, cioè noi".
L’ingegner Antonio Caniello, direttore generale di Sogeiva, non
nega che qualche sforamento temporaneo dei parametri di riferimento possa avvenire, limitatamente a carica batterica e ammoniaca, ma si tratta di casi isolati. Inoltre lo stesso impianto di "ozonoterapia" per le acque reflue non è ancora pienamente a regime (lo sarà verso fine settembre). Risolto in modo soddisfacente il problema della carica batterica con trattamenti che includono i raggi ultravioletti, restava quello di coloranti e tensioattivi rilasciati dagli scarichi delle tintorie. Queste, spesso di dimensioni non grandi, hanno difficoltà ad adottare a monte costose tecnologie a basso impatto – la concorrenza cinese a basso costo e zero regole ambientali non lascia margini di manovra. Pertanto, il problema si riversa a valle sul depuratore (e sul contribuente): da qui i tre milioni di euro, coperti per il 40% da un contributo regionale, e per il resto dai 27 Comuni del consorzio, spesi per le apparecchiature. Queste immettono nell’acqua un mix composto da un 90% di normale ossigeno e un 10% di ozono, l’ossigeno triatomico (mentre la normale molecola di ossigeno è composta da soli due atomi).
L’ozono è tossico per l’uomo, ma è un potentissimo ossidante che rende l’acqua annerita dagli scarichi di nuovo limpida e pulita, come si può osservare dalle foto, oltre ad avere note proprietà antisettiche. L’ozono viene creato insufflando nell’acqua ossigeno sottoposto a potenti campi elettrici, che ne alterano la struttura molecolare (così come i lampi dei temporali generano ozono al proprio intorno); al termine del ciclo il gas viene recuperato e ritrasformato in ossigeno. Il tutto avviene al chiuso e senza dispersioni pericolose per la salute; anche la qualità delle acque non ne risente minimamente.
Il depuratore di Sant’Antonino, in funzione dal 1984, raccoglie gli scarichi di un’area popolata da 400.000 persone, la più urbanizzata, industrializzata ed inquinata della provincia di Varese; ogni giorno tratta ben 90.000 metri cubi di reflui fognari. Sogeiva, che gestisce l’impianto, si è resa disponibile a fornire l’acqua depurata per i collaudi della condotta di adduzione al vicino Canale Villoresi; e se tutto andrà per il verso giusto, i reflui depurati potranno addirittura essere impiegati per uso irriguo. Nei prossimi giorni, inoltre, lo scarico attuale delle acque nell’Arno verrà eliminato: le acque depurate verranno convogliate d’ora in poi al Canale Industriale Vizzola.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.