“Cervelli continuate a fuggire…” l’appello parte dall’Insubria

Firmataria di una richiesta per riavviare la ricerca genetica delle piante, la professoressa Bracale spiega come e perchè si dovrebbe avere maggiore fiducia negli OGM

«…In Italia attualmente non si possono coltivare ogm per fini sperimentali. Il risultato complessivo è, infatti, che le norme della Direttiva 18/2001 per quanto concerne la sperimentazione sono di fatto, seppur non esplicitamente, inapplicabili, comportando il perpetuarsi della moratoria sulla ricerca relativa agli OGM….
La situazione appare ai firmatari di questa lettera non più gestibile né degna di un Paese che prevede nella sua Costituzione fra i principi fondamentali quello della promozione della ricerca. Si richiede pertanto ai responsabili della Commissione Europea di intervenire con urgenza, adottando gli strumenti previsti dai trattati, per fare in modo che i ricercatori italiani possano tornare a svolgere il loro lavoro e a collaborare con gli altri colleghi europei».

Questo l’appello accorato che un centinaio di scienziati e ricercatori italiani ha scritto alla Comissione europea sperando di sbloccare una situazione sintetizzata nello stesso titolo della lettera: "Cervelli continuate a fuggire…"

Tra i ricercatori "arrabbiati" c’è anche Marcella Bracale, docente dell’Università dell’Insubria a capo del team di biotecnologie vegetali della Facoltà di Scienze di Varese. Al suo attivo numerosi risultati, oltre ad un premio giunto dagli Stati Uniti per i risultati raggiunti da una "sua ragazza": «In Italia la visione è eccessivamente restrittiva, soprattutto nel campo vegetale perchè le piante sono coltivate all’aperto. Ma si deve credere al rispetto di tutte le garanzie di sicurezza quando si compiono queste ricerche. I progressi scientifici sono necessari perchè la vita evolve e, soprattutto nell’agricoltura, non si può pensare di abbassare la guardia».

Ormai la ricerca nel campo agricolo è globalizzata. non solo nel mondo occidentale, ma anche i paesi in via di sviluppo stanno investendo molto
«India e Cina soprattutto, sono molto avanti. Dopo i problemi iniziali con il cotone, l’India ha triovato la sua via. Anche la Cina, nonostante ci sia una cortina di fumo sulle sue attività, sembra stia accelerando nel campo della ricerca».

Ma sentir parlare di OGM scatena spesso reazioni negative…
«Il problema degli OGM coinvolge più o meno tutti. Presenta aspetti etici e morali perchè si interviene sulla natura. Ma ha anche risvolti biologici legati al "marcatore di selezione", il gene effettivamente capace di apportare problemi all’organismo umano. La ricerca sta cercando risposte che superino i limiti del marcatore».

Ma quali vantaggi può portare la ricerca in campo agricolo?
«Prendiamo, per esempio, quest’estate riarsa. Se il termometro continuerà a salire, ci ritroveremo sempre con problemi di siccità e con i gravissimi danni per i raccolti. Ebbene, la ricerca potrebbe dare risposte rivoluzionarie per superare il caldo torrido. Per alcune culture la ricerca è stata bloccata, per altre, come la vite, è ferma perchè si ritiene di aver raggiunto il top. Ma gli agenti patogeni non si fermano e rischiamo che il futuro ci colga impreparati

Non sempre la ricerca avviene secondo principi etici
«Le principali società scientifiche garantiscono il rispetto delle regole. D’altra parte, comunque, si dovrebbe valutare quale sia il male minore: la popolazione mondiale cresce continuamente. Tra poco le risorse si esauriranno oppure i cambiamenti climatici apporteranno profonde modifiche. Bisogna fare i conti con il futuro…»

Il suo malcontento è legato anche alla sua esperienza professionale attuale?
«Io sto cercando di creare un’equipe di ricercatori, ma la mancanza di risorse mi mette spesso in difficoltà. La ricerca di base è essenziale e va sostenuta dallo Stato. Poi, però, si dovrebbero innestare anche sinergie con il mondo imprenditoriale privato. La nostra lettera vorrebbe smuovere l’ambiente, ma mi sembra che il nuovo Governo non ha iniziato nella direzione richiesta: ha infatti tagliato ulteriormente fondi già scarni. Io vedo un grande spreco di risorse e di energie in tutto questo sistema. I ragazzi vengono formati per fare un determinato lavoro di ricerca poi, non trovando stabilità e certezza, emigrano o cambiano lavoro totalmente. Mi dica lei che razza di investimento è questo…»

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 24 Agosto 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.